Modernizzazione dell’assistenza neonatale: telemedicina e maggiore centralizzazione

Modernizzazione dell’assistenza neonatale: telemedicina e maggiore centralizzazione

Modernizzazione dell’assistenza neonatale: telemedicina e maggiore centralizzazione

Gentile Direttore, dopo un lungo lavoro iniziato con l’allora Direttore Generale Domenico Mantoan, l’AGENAS ha appena pubblicato le linee guida per la telemedicina e l’assistenza perinatale. Si tratta di un evento che non deve essere sottovalutato...

Gentile Direttore,
dopo un lungo lavoro iniziato con l’allora Direttore Generale Domenico Mantoan, l’AGENAS ha appena pubblicato le linee guida per la telemedicina e l’assistenza perinatale. Si tratta di un evento che non deve essere sottovalutato cui hanno contribuito vari colleghi professori ordinari di neonatologia e di ostetricia, oltre che rappresentanti istituzionali.

Nell’attuale quadro italiano di denatalità e di presenza di troppi punti nascita troppo piccoli con un maggior rischio clinico significativo, era necessario dare delle linee guida chiare ai decisori regionali al fine di ottimizzare l’assistenza perinatale. Si tratta di favorire un’assistenza adeguata ai (pochi) bambini nati in Italia, sia nel caso abbiano una patologia minima sia ove purtroppo siano affetti da patologia complessa che richiede un supporto vitale più avanzato.

Nel primo caso l’assistenza ottimale comporta la riduzione della separazione madre-bambino, con evidenti benefici per entrambi, e costi minori grazie alla possibilità di avere un consulto a distanza da parte di neonatologi esperti di un centro di riferimento. Nel secondo caso i neonati più gravemente malati devono essere trasferiti velocemente presso una Unità di Terapia Intensiva Neonatale di riferimento. Esistono oggi criteri chiari per indicare quali ospedali possono o non possono rappresentare un centro di riferimento, basandosi sui volumi di attività, sugli skills tecnici disponibili in terapia intensiva neonatale e sull’esistenza di sala parto e di attività specialistiche accessorie.

Sembra scontato ma queste definizioni mancavano e sono essenziali per migliorare l’assistenza perinatale ed evitare che tutto venga lasciato ad una valutazione locale. Grazie ad esse i decisori regionali potranno applicare la telemedicina in neonatologia ed individuare centri di riferimento con caratteristiche chiare, evitando la moltiplicazione degli stessi, e la conseguente frammentazione dell’assistenza ai neonati più gravi.

Questo lavoro accende una ulteriore luce sulla neonatologia italiana, in un momento in cui vi sono discussioni circa il suo pieno riconoscimento accademico. Nata come una costola della pediatria, è evidente come ormai la nostra specialità se ne sia completamente staccata. Si occupa infatti di patologia completamente diversa che varia dalla presa in carico della famiglia intera e del suo benessere, alla patologia intensiva con tecniche rianimatorie e responsabilità proprie della terapia intensiva. L’Italia è l’unico paese dell’Unione Europea senza un riconoscimento accademico della neonatologia, nonostante essa sia ben distinta all’interno della normativa ospedaliera nell’ambito del SSN. Il lavoro svolto dall’AGENAS e dalla comunità neonatologica italiana ne illustra l’importanza per la sanità pubblica e dimostra come la neonatologia abbia la maturità per guardare al futuro e migliorare sempre più la qualità dell’assistenza.

Prof. Massimo Agosti
Ordinario, Università dell’Insubria
Presidente – Società Italiana di Neonatologia

Prof. Daniele De Luca
Ordinario, Università Paris Saclay
President Elect – European Association for Perinatal Medicine

21 Ottobre 2026

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