Confindustria Dispositivi Medici: “Superare il meccanismo con la Legge di Bilancio”
Il Consiglio di Stato rinvia alla Corte di giustizia dell’Unione europea la questione del payback sui dispositivi medici relativo agli anni 2015-2018. Le ordinanze del 28 ottobre aprono un nuovo capitolo del contenzioso che coinvolge le imprese del settore, portando all’attenzione dei giudici europei la compatibilità del meccanismo di ripiano della spesa con i principi e le garanzie previsti dall’ordinamento dell’Unione. Un passaggio accolto da Confindustria Dispositivi Medici come un’occasione per fare chiarezza su una vicenda ancora aperta, ma che, secondo la Federazione, non può sostituire un intervento strutturale da parte del legislatore.
“Il rinvio alla Corte di giustizia europea rappresenta un passaggio importante, che conferma la complessità di una vicenda ancora aperta. Ma è soprattutto sul futuro che dobbiamo intervenire, e farlo rapidamente, con soluzioni strutturali in Legge di Bilancio”, dichiara Fabio Faltoni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici, chiedendo che la prossima Manovra diventi l’occasione per avviare il superamento del meccanismo.
Al centro della posizione di Confindustria Dispositivi Medici c’è la necessità di distinguere il contenzioso relativo agli anni passati dalla definizione delle regole che dovranno disciplinare in futuro la spesa per le tecnologie sanitarie. Faltoni richiama, in particolare, le pronunce della Corte costituzionale del 2024, che hanno ricondotto il payback 2015-2018 a un contributo di solidarietà temporaneo, sottolineando come, secondo la Federazione, un meccanismo pensato per una situazione circoscritta non debba trasformarsi in un onere permanente per il settore.
“La Corte costituzionale nel 2024 ha ricondotto il payback 2015-2018 a un contributo di solidarietà temporaneo. Oggi dobbiamo evitare che un meccanismo nato per rispondere a una situazione circoscritta continui a gravare strutturalmente sulle imprese. Servono regole certe, sostenibili e prevedibili, che consentano alle aziende di programmare gli investimenti e garantiscano la continuità delle forniture al Servizio sanitario nazionale”, afferma il presidente.
Per Confindustria Dispositivi Medici, la soluzione non può arrivare esclusivamente dalle aule giudiziarie, ma deve passare attraverso una revisione delle modalità di governo della spesa sanitaria. La Federazione propone un modello fondato su una programmazione più accurata dei fabbisogni, sull’utilizzo dei dati e sulla valutazione del valore delle tecnologie attraverso l’Health Technology Assessment (HTA), con l’obiettivo di conciliare la sostenibilità finanziaria del Servizio sanitario nazionale con l’accesso all’innovazione e la capacità delle aziende di investire.
“Il contenzioso europeo non può essere la risposta a un problema che richiede una soluzione politica”, conclude Faltoni. “La prossima Legge di Bilancio deve rappresentare l’occasione per avviare un percorso concreto di superamento del payback e costruire una nuova governance della spesa, fondata sulla programmazione dei fabbisogni, sull’utilizzo dei dati e sulla valutazione del valore delle tecnologie attraverso l’Health Technology Assessment. È questa la strada per coniugare sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, accesso all’innovazione e capacità delle imprese di investire in Italia”.
28 Ottobre 2026
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