Malattie rare. Scoperta origine del “cromosoma 22”. Nel 56% dei casi la mutazione deriva dalla madre

Malattie rare. Scoperta origine del “cromosoma 22”. Nel 56% dei casi la mutazione deriva dalla madre

Malattie rare. Scoperta origine del “cromosoma 22”. Nel 56% dei casi la mutazione deriva dalla madre
Colpisce circa 1 bambino su 4000 e si manifesta con malformazioni cardiache, anomalie del palato, alterazioni del sistema immunitario o del metabolismo e particolari tratti del volto. Un ricerca su American Journal of Human Genetics svela possibili origini della mutazione genetica. Nell'equipe anche il Bambino Gesù.

Oltre a tutte quelle patologie che derivano da genitori portatori sani di mutazioni genetiche, esistono anche alterazioni cromosomiche che avvengono denovo, cioè che vengono diagnosticate in un individuo e non risultano essere presente nel corredo genetico dei suoi genitori. Eppure, se anche la mutazione non era presente nei genitori, si possono riconoscere dei pattern che aiutano a comprendere meglio ogni patologia. Tra questi l’ultimo scoperto riguarda la sindrome da microdelezione del cromosoma 22, una malattia rara che colpisce un bambino su 4000 e che si associa a malformazioni, a un maggior rischio di deficit cognitivo e di disturbi psicotici: uno studio multicentrico pubblicato su American Journal of Human Genetics ha infatti rivelato che nel 56% dei casi, il cromosoma 22 che poi subisce la delezione proviene in origine dalla madre. La ricerca era promossa dal consorzio internazionale per la sindrome da delezione del cromosoma 22, e il progetto di ricerca ha visto la partecipazione delle unità operative di genetica e neuropsichiatria dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
 
La sindrome da microdelezione del cromosoma 22 (o sindrome velo-cardio-faciale, o sindrome di Di George o 22q11DS) è una malattia rara caratterizzata dalla mancanza di un frammento (delezione) del cromosoma 22 che colpisce circa 1 bambino su 4.000 e che si manifesta con malformazioni cardiache, anomalie del palato, alterazioni del sistema immunitario o del metabolismo e particolari tratti del volto. I bambini che ne sono affetti hanno soprattutto difficoltà a gestire e ad accettare cambiamenti, hanno mutamenti di umore, di comportamento, iperattività o estrema riservatezza, atteggiamenti di chiusura. È quindi essenziale riuscire a costruire un punto di contatto utilizzando il loro linguaggio per avvicinarsi in maniera empatica.
Per lo studio sono stati isolati 389 campioni di DNA da altrettante famiglie con un figlio affetto da 22q11DS. Il 56% ha presentato un’origine materna della mutazione de novo e il 44% un’origine paterna, evidenziando quindi un’associazione predominante con l’origine materna.
 
Questo dato, evidenziato dallo studio cui hanno partecipato Stefano Vicari, Marco Armando e Maria Cristina Digilio del Bambino Gesù, porta alla conclusione che debbano esistere particolari fattori che amplificano la vulnerabilità della regione cromosomica 22q11 nelle donne rispetto agli uomini e risulta di particolare interesse per aiutare a comprendere più a fondo i meccanismi di sviluppo della malattia.
Il passo successivo sarà quello di approfondire i meccanismi molecolari responsabili delle mutazioni de novo per riuscire a individuare i fattori causali delle malformazioni e dei disturbi psicotici. Per quanto riguarda quest’aspetto, il Bambino Gesù in collaborazione con gli altri centri di ricerca afferenti al consorzio internazionale, ha avviato un ambulatorio finalizzato alla prevenzione e allo studio dei disturbi psicotici nella sindrome da delezione del cromosoma 22.

19 Marzo 2013

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