Toscana. Il diabete si impara a gestire anche al campo scuola

Toscana. Il diabete si impara a gestire anche al campo scuola

Toscana. Il diabete si impara a gestire anche al campo scuola
Anche quest'anno la Giunta ha destinato 140 mila euro per realizzare questo progetto. Imparare in vacanza, con l’aiuto di medici e psicologi, a gestire e superare i problemi connessi con la convivenza con questa patologia cronica.

Al campo scuola estivo per stare a contatto con la natura, fare sport e attività all’aria aperta. Ma anche per imparare, con l’aiuto di medici e psicologi, a gestire il diabete e superare i problemi connessi con la convivenza con una patologia cronica. Fin dal 2000 la Regione sostiene progetti di organizzazione di campi scuola per bambini e adolescenti con diabete, e anche per quest’anno una delibera approvata dalla giunta destina 140.000 a questo progetto. I campi scuola saranno gestiti nel corso dell’estate dal Centro regionale per il diabete dell’età evolutiva dell’azienda ospedaliero-universitaria Meyer, dalla Asl 6 di Livorno e dalla 9 di Grosseto.

“La Regione Toscana è molto sensibile a questo problema e vuole fare in modo che bambini e ragazzi diabetici abbiano una vita il più normale possibile – ha detto l’assessore al diritto alla Salute, Luigi Marroni – la Regione sostiene questo progetto, in cui crede molto, dal 2000. La realizzazione di questi campi è un passaggio fondamentale nel percorso educativo dei bambini e degli adolescenti con il diabete, perché li abitua ad un’autonomia terapeutica, fornisce loro le competenze per gestire il diabete anche in assenza dei familiari, favorisce il confronto con i coetanei, impegna i ragazzi in attività ricreative e sportive, dimostrando la loro compatibilità con il diabete, sviluppa in loro autostima e responsabilizzazione”.

I campi per i ragazzi più grandi (11-16 e 14-17 anni) sono rivolti ai soli ragazzi, con la partecipazione di 3-4 ragazzi di età superiore, che svolgono la funzione di “diabetico guida”, grazie alle esperienze già maturate nei precedenti campi scuola. I campi per i più piccoli sono rivolti ai gruppi familiari, e il bambino partecipa con entrambi i genitori. Ai campi sono presenti medici, infermieri, dietisti, psicologi, pediatri, preparatori atletici della facoltà di scienze motorie, personale dell’Associazione diabetici. I campi si svolgono in montagna, in agriturismo, in barca.

Il diabete dell’età evolutiva colpisce in Italia circa l’1 per mille della popolazione ed è pari a circa l’8% di tutti i casi di diabete. Ogni anno nella fascia di età tra 0 e 14 anni si verificano circa 8-10 nuovi casi ogni  100.000 bambini e circa 6-7 casi nella fascia di età giovanile tra i 15 e i 29 anni. Il trend in Toscana è in aumento, pari al 3,6% all’anno. Questa patologia a carattere sociale emergente può essere affrontata con la prevenzione primaria e secondaria, ma quando essa si è ormai evidenziata, diventano fondamentali l’autocontrollo e la capacità di gestione da parte del paziente.

Il campo scuola costituisce una serie di momenti di educazione e addestramento teorico-pratici all’autogestione della malattia organizzati in forma residenziale, in ambienti extraospedalieri, ai quali partecipano, in funzione di docenti, medici e infermieri qualificati, una dietista, una psicologa, un’esperta di animazione, alcuni diabetici “guida”, uno/due rappresentanti dell’associazione che collabora all’organizzazione del campo. La durata di un campo varia dai 7 ai 10 giorni e per tutto il periodo i ragazzi e i sanitari fanno vita comune. Le lezioni teoriche si alternano a esercitazioni pratiche. Ogni ragazzo è stimolato a compiere da solo i controlli e le terapie necessarie.
 

22 Marzo 2013

© Riproduzione riservata

Via libera dalla Stato Regioni ai fondi per piattaforma liste d’attesa. Rinvio per Piano salute mentale e campagna per la salute riproduttiva
Via libera dalla Stato Regioni ai fondi per piattaforma liste d’attesa. Rinvio per Piano salute mentale e campagna per la salute riproduttiva

Dal programma sangue 2025 al finanziamento alle Regioni per la realizzazione dell’infrastruttura per la Piattaforma liste d’attesa, fino ai criteri per definire le Regioni benchmark per la definizione dei fabbisogni...

Piano sanitario nazionale. Monni (Toscana): “Va aggiornato, serve integrazione”
Piano sanitario nazionale. Monni (Toscana): “Va aggiornato, serve integrazione”

Il nuovo piano sanitario nazionale? Che sia “sempre più integrato: un’integrazione vera tra sanitario e socio-sanitario” per l’assessore al diritto alla salute e alle politiche sociali della Toscana, Monia Monni....

Riforma professioni sanitarie. Le Regioni al Governo: “Rischio invasione competenze e costi insostenibili”
Riforma professioni sanitarie. Le Regioni al Governo: “Rischio invasione competenze e costi insostenibili”

Arrivano le osservazioni delle Regioni sul ddl Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale". E non mancano le critiche e preoccupazioni su alcuni...

Tumore del retto. Studio italiano ‘NO-CUT’ dimostra che un paziente su quattro può guarire senza chirurgia
Tumore del retto. Studio italiano ‘NO-CUT’ dimostra che un paziente su quattro può guarire senza chirurgia

Una rivoluzione significativa sta cambiando la gestione del carcinoma del retto. Sono appena stati pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet Oncology i risultati dello studio clinico NO-CUT, coordinato da ricercatori...