Morte improvvisa.  Screening a scuola. Ci pensa il Bambino Gesù

Morte improvvisa.  Screening a scuola. Ci pensa il Bambino Gesù

Morte improvvisa.  Screening a scuola. Ci pensa il Bambino Gesù
Ogni anno 1.000 morti sotto i 35 anni riconducibili a cause cardiache non diagnosticate. Nei bambini l'incidenza è di 5 casi ogni 100.000 e nel 10/15% delle volte accade durante l'attività fisica. Al via gli screening elettrocardiografici nelle scuole grazie alla collaborazione tra il comune e l'ospedale.

Colpisce bambini apparentemente sani – circa 5 pazienti all’anno su 100.000 – e si manifesta nel 10-15% dei casi durante l’attività fisica: viene chiamata “morte improvvisa” in età pediatrica e nel 90% dei casi è riconducibile a cause cardiache che potrebbero essere individuate preventivamente attraverso un semplice elettrocardiogramma. Secondo l’Istat, 1000 persone sotto i 35 anni ne muoiono ogni anno. Proprio per le sue caratteristiche, secondo l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro, per provare a ridurre le vittime potrebbe bastare uno screening elettrocardiografico correttamente offerto alla popolazione. Ed è proprio questo il progetto messo in campo dal nosocomio con il Comune di Santa Marinella: uno screening elettrocardiografico dei bambini realizzato direttamente nelle scuole dal personale medico-infermieristico dell’Unità Complessa di Aritmologia Pediatrica del Bambino Gesù. Il progetto è partito ieri con le prime visite presso l’Istituto Montefiore di Santa Marinella.
 
Lo screening elettrocardiografico sarà effettuato all’interno delle scuole comunali materne ed elementari del Comune da un aritmologo pediatra e da un tecnico di cardiologia, che eseguiranno circa 30 elettrocardiogrammi al giorno ai bambini accompagnati dai loro genitori. Coloro ai quali sarà riscontrata qualche anomalia, saranno immessi in un iter diagnostico cardiologico più accurato che sarà effettuato presso la stessa Unità Operativa Complessa di Aritmologia Pediatrica del Bambino Gesù.Questo modello di intervento potrebbe essere esportato in altri centri o città. “Abbiamo avviato una collaborazione tra Ospedale e territorio per garantire una migliore qualità assistenziale ai piccoli pazienti in ambito cardiologico”, ha spiegato il direttore sanitario del Bambino Gesù Massimiliano Raponi. “L’innovazione di questo progetto consiste nell’essere rivolto alla cura delle patologie cardiache rare e pericolose ma anche nell’attenzione all’emotività dei bambini, che non vengono allontanati dal loro ambiente. Se l’Ospedale entra nelle scuole per visitarli –spiega- loro si sentiranno più sicuri e protetti e con buone possibilità non vedranno il medico come un estraneo. Si è raggiunto, quindi,  un doppio obiettivo: prevenire eventuali patologie cardiache e avvicinare bambini, famiglie e scuole alla prevenzione come mezzo di assistenza e cura”.
 
Un tipo di test che normalmente “si esegue soltanto nell'ambito della medicina dello sport”, come ha spiegato Fabrizio Drago, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Aritmologia Pediatrica, ma che “è un mezzo di rilevazione e prevenzione delle malattie cardiologiche troppo importante per non essere incluso negli esami strumentali da raccomandare, già nei primi mesi di vita del bambino”. Secondo Zago “non è più tempo di sottovalutare questo mezzo di prevenzione con cui possono essere salvate tante vite ed evitate tantissime patologie secondarie ad arresto cardiaco”.
Al termine della fase dello screening, l’Ospedale organizzerà un evento divulgativo rivolto a tutti i pediatri di base e ai medici sportivi dell’alto Lazio.  Al progetto è associata una campagna di raccolta fondi promossa dalla ONLUS La Stella di Lorenzo che consegnerà al Sindaco Roberto Bacheca e alle dirigenze degli istituti scolastici aderenti all’iniziativa apparecchi di defibrillazione acquistati attraverso le donazioni ricevute.

10 Aprile 2013

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