Dipendenze. Federserd: il sistema di cure garantisce risparmio di 6 mld l’anno

Dipendenze. Federserd: il sistema di cure garantisce risparmio di 6 mld l’anno

Dipendenze. Federserd: il sistema di cure garantisce risparmio di 6 mld l’anno
Il problema delle dipendenze patologiche è stato analizzato nel corso del convegno "“Il sistema di cure delle dipendenze patologiche: un’eccellenza italiana”. Federserd ha evidenziato che le cure erogate sottraggono in un anno 1 mld e 700 milioni alla criminalità organizzata. 

In Italia la risposta terapeutica al fenomeno delle dipendenze patologiche arriva dai SerT (o SerD), i servizi pubblici per le dipendenze, nei quali operano oltre 7.000 professionisti con varie specializzazioni. La continuità assistenziale è garantita per mezzo di una rete realizzata con altre strutture sia del Ssn, sia con gli enti locali, le comunità terapeutiche, la scuola, la prefettura, il volontariato. Tematiche che sono state al centro del convegno “Il sistema di cure delle dipendenze patologiche: un’eccellenza italiana”, organizzato presso il Circolo della Stampa di Milano. Un sistema virtuoso, che tramite le cure erogate ha permesso di raggiungere traguardi eccellenti: 1 miliardo e 700 milioni sottratti in un anno alla criminalità organizzata e 6 miliardi di risparmio prodotti da un investimento pari a 1 miliardo.
 
“Esiste un network istituzionale che, partendo dal ministero della Salute, vede le Regioni, tramite le Asl, come fulcro dell’organizzazione dei servizi di cura noti come SerD, e delle comunità terapeutiche”, ha spiegato Alfio Lucchini, direttore del Dipartimento Dipendenze Asl Milano 2 e presidente nazionale FeDerSerD. “I 550 SerD presenti sul territorio – ha aggiunto – lavorano in modo multidisciplinare con compiti di prevenzione, accoglienza, diagnosi e cura, coordinati a livello di rete territoriale dai Dipartimenti delle Dipendenze. I flussi reali di pazienti annui nei servizi sono quasi di 300.000 unità, con un incremento di nuove patologie, come quelle comportamentali”.

All’interno di questo contesto, spicanno “i consumi problematici di oppiacei, di alcolici e di psicostimolanti, in particolare il tabacco e la cocaina, oltre al forte incremento del gioco d’azzardo patologico”, ha evidenziato Augusto Consoli, direttore del Dipartimento di Patologia delle Dipendenze C. Olivenstein ASLTO 2 di Torino e membro del Consiglio Direttivo SITD. “Rispetto al consumo di oppiacei – ha proseguito – è da segnalare la riduzione dell'assunzione di eroina per via iniettiva a favore di un’assunzione per via inalatoria. Di particolare importanza è, inoltre, il fenomeno spesso sottovalutato, se non ignorato, del consumo di psicofarmaci prescritti e non prescritti”.

Nel corso del convegno sono stati analizzati alcuni riscontri, frutto di un’indagine promossa da Federserd, che indicano come ’89% dei pazienti affermi di essere entrato in contatto facilmente con i servizi del proprio territorio e l’80% si dice soddisfatto del percorso di cura che sta seguendo al loro interno.

Secondo i dati Federserd, nel 2010 le cure erogate hanno prodotto almeno 34 milioni di giorni liberi da droga e un miliardo e 700 milioni di euro sottratti alla criminalità organizzata. Emerge anche un beneficio economico derivante dalla risposta sociosanitaria al problema delle dipendenze. “Un tema cruciale è, in effetti, quello dei costi del sistema di cura – ha illustrato Lucchini – Possiamo dire di avere un’incidenza pari allo 0,7% del Fondo Sanitario Nazionale e allo 0,06% del PIL, contro costi sociali legati alle droghe pari al 2% del Pil. E in queste cifre non è compreso il Gioco d’azzardo patologico. A fronte di un investimento di poco più di un miliardo di euro, il sistema di intervento si valuta porti ad un risparmio superiore ai 6 miliardi, in termini di mancato acquisto di droghe e reddito di lavoro acquisito. Le buone cure portano quindi a 6 euro di beneficio per ogni euro investito. La società, prima ancora delle Istituzioni, deve cogliere da tutto questo la rilevanza dei servizi, la necessità di potenziarli e specializzarli sempre più, di considerarli una grande risorsa non solo per la cura delle persone, ma anche – ha concluso – per la difesa della legalità nel nostro Paese”.

17 Aprile 2013

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