Sembra finalmente giunta a termine questa odissea di inzio legislatura. Prima la rielezione di Giorgio Napolitano che ha sbloccato i veti incrociati e le imboscate parlamentari che avevano fatto naufragare candidature eccelenti. Oggi l'incarico ad Enrico Letta, vice segratario dimissionario del Pd (salito al Quirinale alle 12.30) al quale spetterà l'onere di formare un governo di coalizione che, con il suo ingresso come presidente, vedrà molto probabilmente ministri anche molte altre figure di spicco dei partiti che lo sosterranno. E cioè, oltre al Pd, il Pdl e Scelta Civica, salvo altre aggiunte in diretta al momento del voto di fiducia o addirittura prima se dovessero cadere i no di Lega e Fratelli d'Italia.
E alla vigilia dell'incarico il Pdl fa però sapere che non ci starà ad accordi "balneari" o fragili. "È bene chiarire al Pd che per noi non ci sarà un nuovo caso Marini", ha detto Angelino Alfano. "Non daremo il sostegno a uno di loro cui loro non daranno un sostegno reale, visibile". "Se si tratta di un governicchio qualsiasi, semibalneare, lo faccia chi vuole, ma noi non ci stiamo".
– Letta (Pd): "Accetto con riserva. Sarà un Governo di servizio al Paese. Ma non nascerà a tutti i costi". Queste le parole del vicesegretario del Pd, uscito dal colloquio con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che gli ha affidato l'incarico per la formazione del nuovo Governo. "Ho ricevuto l'incarico che ho accettato con riserva secondo la formula di rito. La situazione è molto difficile. Dalle urne non è uscita una maggioranza, sono passati ormai 60 giorni e il Paese sta aspettando un Governo. Ho accettato questa responsabilità che sento forte sulle mie spalle. Il nuovo Governo non nascerà a tutti i costi, ma solo se ci saranno le condizioni. Penso che il Paese abbia bisogno di risposte, soprattutto quella parte che soffre e che ha problemi legati al lavoro. Il primo impegno è dare, infatti, una risposta a questa emergenza diventata ormai enorme e insopportabile. Il secondo tema è quello di dare risposte ad una politica che ha perso tutta la sua credibilità. Metterò grande impegno e determinazione a far sì che da questa vicenda possa uscire una politica italiana diversa attraverso riforme costituzionali come la riduzione del numero dei parlamentari e la riforma della legge elettorale. Mi appello alla responsabilità di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, soprattutto perchè su queste riforme dovremo lavorare insieme con la più larga partecipazione possibile. Svolgerò nella giornata di domani le consultazioni e spero di tornare da Napolitano nel più breve tempo possibile per sciogliere la riserva. Sarà un governo di servizio al Paese".
– Napolitano: "Confido nel senso di responsabilità delle forze politiche". "Si è aperta la strada alla formazione di quel Governo di cui ha urgente bisogno il Paese, e si è aperta la sola prospettiva possibile: quella di una larga convergenza tra le forze politiche che possono assicurare la maggioranza in entrambe le Camere. Nelle consultazioni di ieri non sono state poste pregiudiziali dai partiti sul nome a cui affidare l'incarico, mi è stata data ampia autonomia. Sono stati espressi apprezzamenti sulla figura di Enrico Letta e la mia scelta è ricaduta su di lui visto che, pur appartenendo ad una generazione giovane, ha già accumulato importanti esperienze parlamentari, governative, nel campo culturale e in numerosi fori europei. Caratteristiche eccellenti per guidare un il Paese in una situazione così complessa. Ho piena fiducia nello sforzo a cui Letta si accinge e confido nel suo successo che giudico ormai indispensabile. E' essenziale in questa fase di polemiche instaurare un clima di massimo rispetto reciproco nelle forze politiche riconoscendo il ruolo che ciascuna di esse deve avere in un governo di così larga convergenza".