Il Nursind: “Aggressioni a infermieri in aumento dell’80%”
La ricerca evidenzia come il fenomeno delle aggressioni sia percepito in aumento dal 79,7% degli intervistati. I dati raccolti sono in parte simili a quelli rilevati dalla letteratura internazionale sia per unità operative sia per la tipologia di aggressione. L’83,2% ha dichiarato che a seguito di questi eventi non sono stati presi da parte delle aziende provvedimenti per garantire la sicurezza degli operatori.
“Il problema è particolarmente sentito nella comunità professionale perché – spiegano Tiziano Traini e Salvatore Vaccaro della direzione nazionale del Nursind – la riduzione degli organici, la riduzione del personale di vigilanza e la scarsa videosorveglianza sono forse gli effetti della spending review che più hanno impatto sul verificarsi di aggressioni in ambito sanitario. Gli infermieri, che nel 47,9% ritengono di non aver cambiato atteggiamento nei confronti dell’utenza dopo l’aggressione, propongono una maggiore informazione dell’utenza sul proprio ruolo – continuano Traini e Vaccaro – che molto spesso non sono causa delle lunghe liste d’attesa, dei tempi delle visite in Pronto Soccorso o negli ambulatori e delle carenze organizzative del sistema e chiedono maggiore formazione per la gestione delle situazioni conflittuali”.
Per l’occasione il sindacato ha predisposto un apposito manifesto e un documento di approfondimento con i risultati dell’indagine svolta ed invita le aziende sanitarie ad attuare la Raccomandazione del Ministero della Salute del novembre 2007 sulla prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari.
10 Maggio 2013
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