De Lorenzo leader dei pazienti di cancro europei. Un riconoscimento di cui essere orgogliosi

De Lorenzo leader dei pazienti di cancro europei. Un riconoscimento di cui essere orgogliosi

De Lorenzo leader dei pazienti di cancro europei. Un riconoscimento di cui essere orgogliosi
Conosco Franco De Lorenzo dai primi anni ’90. Allora, come ministro della Sanità (si chiamava ancora così), fu promotore di leggi importanti. Sulle donazioni di sangue, sull’Aids, sulla vaccinazione obbligatoria per l’epatite B, per il passaggio dalle Usl alle Asl, per l’istituzione del 118 e del Comitato nazionale di bioetica.
 
Ma quel periodo della sua vita, quando era anche l’indiscutibile boss del Partito liberale in Campania, è inutile nasconderselo, viene ricordato solo per il suo epilogo giudiziario che ne ha fatto il “cattivo” per eccellenza della sanità italiana.
 
Una macchia che ancora oggi qualcuno si ostina a mettere in primo piano rispetto al profilo attuale di uomo completamente dedicato al volontariato e all’associazionismo dei malati di cancro, da cui anche lui è stato affetto.
Il riconoscimento ricevuto dall’associazione europea dei pazienti di cancro che lo ha scelto come presidente per il prossimo triennio penso possa finalmente “smacchiare” definitivamente quell’ombra che ha continuato ad aleggiare attorno a lui, nonostante le innumerevoli attestazioni di stima da parte di migliaia di malati di cancro italiani e stranieri che hanno trovato in De Lorenzo un paladino formidabile dei propri diritti di cura e di cittadinanza.
Tant’è che furono proprio le sue capacità e la sua determinazione a permettere alcuni anni orsono di creare la Favo che ha riunito in una federazione nazionale le centinaia di associazioni italiane “anti-cancro”, grandi e piccole, fino a quel momento divise e gelosissime della propria identità.
 
Con lui ho avuto molte occasioni di parlare delle sue traversie con la giustizia. Un periodo oscuro e tremendo che ne ha minato fisico e morale ma anche rafforzato incredibilmente carattere e forza di volontà.
De Lorenzo è uno dei pochi politici di Tangentopoli ad essere stato in galera e poi per lungo tempo agli arresti domiciliari. In quegli anni l’ho frequentato spesso vedendo crescere un’amicizia che non esisteva tra noi ai tempi d’oro, quando lui era un potentissimo protagonista della prima repubblica e io un giornalista sanitario all’inizio della sua carriera.
 
L’ho visto leggere, conservare e appuntare dossier di tribunale di migliaia di pagine. Primo avvocato di se stesso. Senza ipocrisie o pentimenti di facciata. Ma con la convinzione di aver fatto solo un errore, quello di aver preso soldi per il proprio partito e certamente niente altro. Meno che mai speculare sulla pelle dei malati.
Ora quegli anni sono lontani. Ma li ho voluti ricordare proprio perché anche loro fanno parte della vita di quest’uomo e forse ne hanno determinato le scelte e gli impegni attuali.
 
De Lorenzo oggi è il primo italiano ad essere stato chiamato al vertice di tutte le associazioni di pazienti europee che lottano per ottenere migliore assistenza e più forti tutele dalla società.
Ne dobbiamo essere orgogliosi.
 
Cesare Fassari

10 Giugno 2013

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