Medicina generale. Tutte le carenze della formazione. Il “dossier denuncia” della Fimmg

Medicina generale. Tutte le carenze della formazione. Il “dossier denuncia” della Fimmg

Medicina generale. Tutte le carenze della formazione. Il “dossier denuncia” della Fimmg
Scarsa retribuzione, mancanza del titolo di “specialista”, tempi di accesso alle convenzioni lunghissimi, fino a sette anni. Sono solo alcune delle criticità della formazione specifica in medicina generale sottolineate in un dossier consegnato al ministro Lorenzin. Il Dossier della Fimmg Formazione.

Offerta formativa e qualità della didattica, retribuzione e tutela del medico in formazione, riforma del sistema formativo per la sostenibilità del Ssn.
Questi i temi al centro dell’incontro, al ministero di Lungotevere Ripa, tra il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e i giovani rappresentanti di Fimmg Formazione. Sul tappeto le criticità del corso di formazione specifica in medicina generale raccolte in un dossier stilato dal sindacato e consegnato al ministro. Un percorso a ostacoli che rende la medicina generale sempre meno appetibile per i neo laureati.
 
Problematiche che il Ministro, come hanno raccontato i rappresentanti della Fimmg Formazione, ha ascoltato con attenzione e competenza, ragionando concretamente su possibili soluzioni. Per questo ha dato mandato alla struttura ministeriale di mettere in atto i necessari approfondimenti subito dopo la pausa estiva. Non solo, si è convenuto sulla necessità di una maggiore professionalizzazione del corso di formazione individuando modalità d’inserimento dei medici in formazione in attività lavorative nell’ambito delle cure primarie, già durante il corso.
 
“Sono soddisfatta del lavoro svolto – ha detto Giulia Zonno, coordinatrice nazionale Fimmg Formazione – che ha permesso, attraverso il lavoro di squadra, la creazione del dossier presentato, che ben descrive le innumerevoli criticità legate al nostro percorso formativo. Chiediamo attenzione nell’investimento sulla formazione specifica in medicina generale perché formare un buon medico oggi significa avere un professionista di qualità che domani curerà in maniera efficiente ed efficace 1.500 pazienti”.
 
Le criticità. Sono molti gli ostacoli che i giovani camici bianchi devono affrontare per accedere alla carriera di medico di medicina generale. Criticità messe nero su bianco nel dossier consegnato al ministro Lorenzin.
Si parte dalle differenze tra Regione e Regione. Ogni realtà locale ha realizzato programmi didattici e strutture delle scuole guardando alla normativa nazionale, ma con diverse interpretazioni.
Soprattutto la medicina generale ha poco appeal sul medico neolaureato. I motivi? Tanti. Una scarsa retribuzione: appena 966 euro/lordi al mese, non sufficienti per potersi dedicare esclusivamente alla propria formazione. La percezione di minus rispetto al percorso formativo di specializzazione, a causa della situazione di disparità economica e all’assenza del titolo di “specialista” in medicina generale. A questo si aggiungono tempi lunghissimi. La reale durata del percorso di formazione in Medicina generale supera i tre anni di formazione: dalla laurea all’accesso alla professione di Mmg, attraverso l’ottenimento della Convenzione, possono passare anche 7 anni e 2 mesi. Persino nelle Regioni in cui vi è carenza di medici. Lungaggini, sottolineano i medici della Fimmg, essenzialmente legato a tempi burocratici di pubblicazione delle graduatorie, alla necessità del possesso di titoli già al momento dell’iscrizione ai concorsi, alla rigidità dei piani di studio di recupero per chi effettua sospensione del corso per maternità o malattia al di sopra dei 40 giorni.
 
Le proposte Fimmg. Non solo criticità, nel dossier il sindacato ha indicato anche le coordinate per uscire dall’impasse. Sono state proposte, tra le molte soluzioni, tirocini decentralizzati sul territorio, nella direzione di una rimodulazione dell’offerta formativa ospedale versus territorio; la redazione di un documento che contenga un Core curriculum nazionale delle competenze e delle conoscenze da acquisire per poter diventare Mmg;la possibilità di scegliere il tutor in relazione alle proprie esigenze formative, come già definito dalla regione Lombardia. E ancora, una giusta retribuzione o, in alternativa, la possibilità di integrare il corso con esperienze lavorative professionalizzanti, definite a livello normativo, nell’area delle cure primarie. Ed anche l’individuazione delle risorse necessarie per rivalutare la borsa di studio secondo gli adeguamenti Istat.

07 Agosto 2013

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