Epatite A. I consigli dell’Aigo per proteggersi dalla patologia

Epatite A. I consigli dell’Aigo per proteggersi dalla patologia

Epatite A. I consigli dell’Aigo per proteggersi dalla patologia
In seguito all'umento dei casi, dovuto soprattutto ad alcune partite di frutti di bosco surgelati, l'Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri suggerisce in particolare di evitare il consumo di frutti di mare crudi, di lavare e sbucciare la frutta e di non bere acqua di pozzo.

A partire da gennaio di quest'anno si è registrato un importante incremento del numero dei casi di epatite A rispetto agli anni precedenti. Dal 1° gennaio al 30 giugno 2013 il sistema di sorveglianza epidemiologica per le epatiti del Ministro della salute ha rilevato un aumento significativo di casi di epatite A (448), rispetto a una media di 190 casi notificati nello stesso periodo nei tre anni precedenti. E' proprio in relazione a questo allarme che l’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri (Aigo) raccomanda alcune semplici cautele e misure precauzionali per aiutare i consumatori a proteggersi dall’epatite A.

A seguito di tale aumento di casi umani, osservato soprattutto nelle regioni del centro-nord Italia, il Ministero della salute ha cercato di individuare la possibile fonte di contaminazione, evidenziando un forte legame con il consumo di frutti di bosco surgelati. Tuttavia sono molteplici le cause che possono contribuire all'insorgere della malattia e numerosi gli accorgimenti di cui tenere conto.

"Poiché si tratta di patologie legate a una cattiva igiene degli alimenti – spiega l'Aigo – sia nella loro produzione che nella lavorazione o conservazione, la principale indicazione è di non consumare i cibi crudi e di lavarli sempre accuratamente". In particolare, si consiglia di:
• non consumare frutti di mare crudi: la cottura è efficace per eliminare o inattivare i virus o i batteri;
• lavare accuratamente le verdure prima di consumarle;
• lavare e sbucciare la frutta;
• non bere acqua di pozzo;
• curare scrupolosamente l’igiene personale, specie delle mani: lavarsi le mani dopo aver usato il bagno, dopo aver cambiato un pannolino, prima di preparare il cibo, prima di mangiare;
• rispettare le norme di igiene nella manipolazione di cibi e bevande.

Nel complesso, gli alimenti più a rischio di trasmissione di epatite A sono pesce e prodotti a base di pesce, crostacei, molluschi e prodotti contenenti molluschi, vegetali, pomodori secchi, frutti di bosco e fragole. La fonte di contaminazione più frequente dei vegetali è costituita dall’acqua contaminata utilizzata per l’irrigazione. Attraverso l’acqua i virus si depositano infatti preferibilmente sulla superficie esterna dei vegetali.
 

26 Agosto 2013

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