Se la scuola “va” a casa
Al momento, l’ambito di intervento del servizio di istruzione domiciliare, definito, a seguito del protocollo del 2003, dal Vademecum per l’istruzione domiciliare e dalle relative circolari del Ministero dell'istruzione, stabilisce che questo può essere erogato nei confronti di alunni, iscritti a scuole di ogni ordine e grado, che sono stati già ospedalizzati a causa di gravi patologie e che siano sottoposti a terapie domiciliari che impediscono la frequenza della scuola per un periodo di tempo non inferiore a 30 giorni anche non continuativi.
La patologia ed il periodo di impedimento alla frequenza scolastica devono essere oggetto di idonea e dettagliata certificazione sanitaria, rilasciata dalla struttura ospedaliera in cui l’alunno è stato ricoverato. La competenza dell’erogazione del servizio è degli Uffici Scolastici regionali a seguito della richiesta della scuola di provenienza.
Nel 2009, valutata l’esigenza di coordinare gli interventi in ambito sanitario, sociale e scolastico, a livello nazionale e territoriale, per costruire una rete integrata che assicuri all’alunno malato una continuità di interventi, si è deciso di rivedere le linee guida del vademecum, con la costituzione di un Comitato Paritetico nazionale.
Fanno parte del Comitato il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Ministero della salute, il Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, il Coordinamento nazionale degli Assessorati regionali all’istruzione e alla formazione della Conferenza stato–regioni, l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
16 Settembre 2013
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