Tumore al fegato. Bere fino a 4 caffè al giorno dimezza il rischio di svilupparlo

Tumore al fegato. Bere fino a 4 caffè al giorno dimezza il rischio di svilupparlo

Tumore al fegato. Bere fino a 4 caffè al giorno dimezza il rischio di svilupparlo
Lo rileva una recente meta-analisi del Mario Negri. Bere caffè in quantità moderate può ridurre del 40% il rischio di sviluppare carcinoma epatocellulare, e se le tazzine sono tre o quattro si può arrivare a superare il 50%. Ma i medici ricordano: con la caffeina è meglio non esagerare, e per prevenire il cancro sono altrettanto efficaci gli altri metodi di prevenzione già noti.

Che consumare caffè in quantità moderate non faccia male e anzi allunghi la vita ce lo aveva confermato il New England Journal of Medicine appena qualche mese fa. Ma che bere fino a 3 o 4 tazzine al giorno possa far diminuire il rischio di tumore al fegato, ai più suonerà come una novità. A dirlo è una nuova meta-analisi dell'Istituto Mario Negri di Milano, che include 16 studi e 3.153 casi di carcinoma epatocellulare (HCC), pubblicata in Clinical Gastroenterology and Hepatology, la rivista ufficiale dell’Associazione Americana di Gastroenterologia: secondo lo studio, il consumo moderato di caffè ridurrebbe di circa il 40 percento il rischio di carcinoma epatocellulare, il tipo più comune di tumore del fegato, e se le tazzine sono più di tre il rischio diminuisce di più del 50%.
 
Tutto questo, precisano però i ricercatori del Mario Negri, ricordando sempre che quanto detto in merito all’assunzione di caffé vale per i soggetti sani e che comunque il consumo non deve superare le 3, al massimo 4, tazzine al giorno e che una moderazione dei consumi di caffè è comunque sempre consigliabile.
 
In realtà l'ipotesi che la bevanda tanto amata dagli italiani potesse avere effetto benefico sul rischio di sviluppare carcinoma epatocellulare, era già stato supposto in ambiente medico. “La nostra ricerca conferma quanto dichiarato in passato che il caffè ha effetti favorevoli sul rischio di tumore del fegato”, ha affermato Carlo La Vecchia, autore dello studio del Dipartimento di Epidemiologia, IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ e dell’Università di Milano. “Ciò potrebbe essere mediato dai provati effetti preventivi del caffè sul diabete, un noto fattore di rischio del tumore del fegato, oppure dai suoi effetti benefici sulla cirrosi e sugli enzimi epatici”.
Il tumore del fegato è il sesto tumore nel mondo e la terza causa di morte per tumore. Il carcinoma epatocellulare è il principale tipo di tumore del fegato, perché rappresenta più del 90 per cento dei casi nel mondo. Le infezioni croniche con i virus dell’epatite B e C sono le principali cause di tumore del fegato; altri fattori di rischio rilevanti includono l’alcol, il tabacco, l’obesità e il diabete.

Per giungere al risultato, i ricercatori hanno eseguito una meta-analisi di articoli pubblicati dal 1996 al settembre 2012. Questa ricerca colma un’importante lacuna, poiché l’ultima meta-analisi era stata pubblicata nel 2007 e da allora sono stati pubblicati dati su più di 900 casi di carcinoma epatocellulare.


Ma bisogna aspettare, prima di cominciare a consumare tutti più caffeina per ridurre il rischio di cancro, ricordano gli autori: nonostante la coerenza dei risultati tra i vari studi, periodi di tempo e popolazioni, è difficile stabilire se l’associazione tra consumo di caffè e HCC sia causale, o se questa relazione possa essere parzialmente attribuita al fatto che i pazienti con malattie epatiche e del tratto digerente spesso riducono volontariamente il loro consumo della bevanda. “Rimane poco chiaro se il caffè ha un ruolo nella prevenzione del tumore del fegato”, ha aggiunto Alessandra Tavani, coautrice dello studio. “Ma, in ogni caso, tale ruolo sarebbe limitato rispetto a quanto si può ottenere con le correnti misure preventive”. I tumori primari del fegato sono infatti ampiamente evitabili attraverso la vaccinazione contro il virus dell’epatite B, il controllo della trasmissione del virus dell’epatite C e la riduzione di consumo di alcol. Queste tre misure possono in linea di principio evitare più del 90% dei tumori primari del fegato nel mondo. 

31 Ottobre 2013

© Riproduzione riservata

Caldo record. Aumenta il rischio di malattie infettive. “Servono più prevenzione e cooperazione in Europa”. L’Ecdc lancia l’allarme
Caldo record. Aumenta il rischio di malattie infettive. “Servono più prevenzione e cooperazione in Europa”. L’Ecdc lancia l’allarme

Le estati sempre più lunghe e calde stanno aumentando il rischio di diffusione di alcune malattie infettive in Europa. Per questo servono una cooperazione più stretta tra i Paesi e...

Autocura. L’Oms punta su test fai da te, IA e servizi di prossimità per rafforzare la lotta contro HIV, tubercolosi ed epatiti
Autocura. L’Oms punta su test fai da te, IA e servizi di prossimità per rafforzare la lotta contro HIV, tubercolosi ed epatiti

L’autocura non è più soltanto una scelta individuale, ma una componente strategica delle politiche sanitarie globali. È questo il messaggio che arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che rilancia gli...

Hantavirus, in Cile allerta sanitaria in 13 regioni: letalità al 39%, preoccupa la variante Andes
Hantavirus, in Cile allerta sanitaria in 13 regioni: letalità al 39%, preoccupa la variante Andes

Il governo del Cile ha dichiarato l’allerta sanitaria per l’hantavirus in 13 delle 16 regioni del Paese, da Atacama a Magallanes. La misura è stata formalizzata con un decreto del...

Leishmaniosi. L’Oms aggiorna le linee guida: arrivano terapie più brevi, sicure e meno tossiche per kala-azar e PKDL
Leishmaniosi. L’Oms aggiorna le linee guida: arrivano terapie più brevi, sicure e meno tossiche per kala-azar e PKDL

Trattamenti più brevi, meno tossici e meglio tollerati per una delle malattie parassitarie più letali al mondo. L'Organizzazione mondiale della sanità ha aggiornato le linee guida per la cura della...