Dl Istruzione. Sì della Camera al testo che istituisce la graduatoria unica per le Specializzazioni

Dl Istruzione. Sì della Camera al testo che istituisce la graduatoria unica per le Specializzazioni

Dl Istruzione. Sì della Camera al testo che istituisce la graduatoria unica per le Specializzazioni
Il via libera di Montecitorio è arrivato con 195 voti favorevoli, 7 contrari e 78 astenuti. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato. "Soddisfazione" da parte dei Giovani Medici. Ma anche qualche "perplessità" sulla prevista riduzione della durata dei corsi e sulla formazione nelle strutture del Ssn.

Approvato alla Camera al disegno di legge di conversione del decreto-legge 12 settembre 2013 n. 104, recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca, che ora passa all'esame dell'altro ramo del Parlamento. Il via libera di Montecitorio è arrivato con 195 voti favorevoli, 7 contrari e 78 astenuti.

Tra le altre cose il testo stabilisce (art. 21) che l’ammissione alle scuole di specializzazione mediche avverrà sulla base di una graduatoria nazionale. Durante l'esame parlamentare è stata, inoltre, prevista la riduzione della durata dei corsi e sono stati modificati i criteri in base ai quali determinare il numero degli specialisti da formare annualmente (vedi notizia già pubblicata).

“Soddisfazione” per il via libera della Camera è stata espressa dal Segretariato dei Giovani Medici (Sigm), secondo cui il provvedimento “apre la strada ad una rivoluzione riguardante l’accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria ed una riorganizzazione dei corsi di formazione specialistica per medici e laureati del settore sanitario”. Riguardo alla graduatoria nazionale per l’accesso alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria, “l’auspicio” dei giovani medici è che “ora il MIUR, facendo tesoro del lavoro degli scorsi mesi per la riscrittura del Regolamento di accesso di un concorso, possa esitare nel più breve tempo possibile l’emanazione del DM in modo da definire con certezza le nuove modalità a cui gli aspiranti specializzandi 2013/2014 dovranno far riferimento”.
 
Qualche perplessità è stata invece espressa dal Sigm sulle novità introdotte sulla riorganizzazione e la razionalizzazione delle tipologie di scuole e della durata dell’iter di studi, tenendo conto dei vincoli previsti dalla normativa europea. “Questo – afferma l’Associazione dei Giovani Medici – permetterà di semplificare il quadro delle attuali tipologie di specializzazioni, sia in termini numerici (sono più di 50 le tipologie di corsi attualmente attive) sia di qualità.  Il tutto preluderebbe ad una fusione tra alcune vecchie tipologie di scuole, che rilascerebbero quindi un titolo relativo ad una sintesi di competenze – ad es. otorinolaringoiatria con audiologia, chirurgia generale con chirurgia dell’apparato digerente, malattie infettive con medicina tropicale, etc. – oppure all'inserimento di discipline qualificanti a completamento di un percorso di base – ad es. medicina termale)”. Tuttavia, secondo il Sigm, suscita alcune perplessità il fatto che la riorganizzazione interesserà tutti i nuovi iscritti alle scuole di specializzazione a partire dal prossimo anno accademico 2013/2014. “Il Legislatore ha scelto in modo forzato la strada della retroattività per gli specializzandi che nel medesimo anno risulteranno iscritti al secondo ed al terzo anno di corso (gli attuali primo e secondo) e per i quali un apposito Decreto del MIUR provvederà ad adeguare l'ordinamento didattico alla durata ridotta delle scuole interessate. Per gli specializzandi, invece, che nell’anno accademico 2013/2014 saranno iscritti al quarto o successivo anno di corso resta valido l'ordinamento attuale, senza la possibilità di optare al percorso ridotto”. Questa soluzione “desta alcune perplessità” secondo il Sigm,che aveva proposto l’applicazione della retroattività in regime transitorio solo su base volontaria, sulla spinta della richiesta maggioritaria da parte degli specializzandi. “La riduzione della durate dei corsi permetterà sicuramente di allineare il percorso formativo-professionalizzante allo standard europeo in termini di durata. Ma teniamo a sottolineare che, più che una riduzione quantitativa sic et simpliciter, quello che serve al nostro sistema è un cambiamento di impostazione generale, che veda il periodo di formazione post laurea come un percorso strutturato a tappe ben definite che consenta al giovane medico di arrivare all’acquisizione dell’indipendenza clinica ed alla piena maturità professionale”, spiega il Sigm.

Per i quali è invece “positivo l’aver ribadito il concetto che il numero globale degli specialisti da formare, per ciascuna tipologia di specializzazione, debba tener conto dell'obiettivo di migliorare progressivamente la corrispondenza tra il numero degli studenti ammessi a frequentare i corsi di laurea in medicina e chirurgia e quello dei medici ammessi alla formazione specialistica, nonché del quadro epidemiologico, dei flussi previsti per i pensionamenti e delle esigenze di programmazione”.

Riguardo alla volontà espressa dai deputati di rafforzare della possibilità per i medici in formazione specialistica di essere formati all’interno di tutte le aziende parte della rete formativa e non soltanto nei Policlinici Universitari, il commento dei Giovani Medici è che il dl appare “più approntato alla ‘difesa’ dagli effetti del 'Ddl ex Fazio' piuttosto che volta alla valorizzazione del medico in formazione specialistica”.

 

01 Novembre 2013

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