Toscana. L’intersindacale contro l’istituzione del dipartimento interaziendale gestionale per la Radiologia

Toscana. L’intersindacale contro l’istituzione del dipartimento interaziendale gestionale per la Radiologia

Toscana. L’intersindacale contro l’istituzione del dipartimento interaziendale gestionale per la Radiologia
Per l’intersindacale il protocollo d’intesa tra l’Ausl 10 di Firenze, l’Aou Careggi e l’Aou Meyer è illegittimo e in “assoluto disprezzo” della normativa contrattuale là dove prevede per il direttore una indennità di 100.000 euro contro il tetto di 25.000 previsto dalla normativa. “Inaccettabile” anche “il subdolo intervento sulla mobilità”.

“La più assoluta contrarietà” da parte dell’intersindacale medica, veterinaria e sanitaria della Regione Toscana al protocollo d’intesa sottoscritto tra l’Azienda USL 10 di Firenze, l’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi e l’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer con il quale di avvia l’istituzione un dipartimento interaziendale a carattere gestionale nell’ambito della Radiologia.

Anzitutto perché, spiega l’intersindacale in una nota, “la previsione di un dipartimento interaziendale, con l'attribuzione di vere e proprie funzioni gestionali, che coinvolgono Enti sanitari nettamente distinti quanto a natura giuridica e struttura organizzativa contrasta con la disciplina degli artt. 3 e 17 bis D.lgs. n. 502/1992. Queste ultime disposizioni operano una diretta correlazione fra il dipartimento (costituente il ‘modello ordinario di gestione operativa di tutte le attività delle Aziende sanitarie’) e l'azienda sanitaria di diretta (ed esclusiva) afferenza, come è attestato dal dato che il suo direttore è ‘nominato dal direttore generale fra i dirigenti con incarico di direzione delle strutture complesse aggregate nel dipartimento; il direttore di dipartimento rimane titolare della struttura complessa cui è preposto’ (art. 17 bis D.lgs. n. 502/1992; art. 3 D.lgs. n. 502/1992). Pertanto, la precisa regola organizzativa della dimensione infra-aziendale, posta dalla Legge nazionale, non può essere derogata dalla Legislazione regionale e, tanto meno, da atti regolamentari adottati da singole Aziende sanitarie”.

Ma la costituzione di dipartimenti interaziendali integrati si palesa illegittima anche quanto alle modalità di affidamento del relativo incarico di direzione. “Il protocollo in esame – spiega infatti l’intersindacale – prevede che il direttore di dipartimento sia nominato tra i direttori dei dipartimenti di diagnostica per immagini. Tali modalità rendono possibile che alla Direzione di un dipartimento, al quale afferiscono strutture complesse di un’azienda sanitaria locale, sia preposto personale docente universitario in servizio alle dipendenze di un’Azienda di natura ospedaliero-universitaria. Ciò costituisce una palese violazione degli artt. 15 ter e 17 bis del D.lgs. n. 502 del 1992, nonché dell’art. 5 D.lgs. n. 517 del 1999. L’art. 15 ter citato detta un principio generale di conferimento degli incarichi di direzione delle strutture complesse del Servizio sanitario nazionale attraverso l’esperimento di una specifica procedura di selezione, in ossequio al noto principio costituzionale del pubblico concorso di cui all’art. 97 della Costituzione. A sua volta, come detto, l’art. 17 bis citato prevede che il direttore di dipartimento sia nominato ‘dal direttore generale fra i dirigenti con incarico di direzione delle strutture complesse aggregate nel (medesimo) dipartimento’”.

Per l’intersindacale toscana anche l’attribuzione di una indennità di 100.000 euro al direttore del dipartimento interaziendale contenuta nella delibera attuativa emanata dall’Azienda USL 10 di Firenze “si muove in una logica di totale disprezzo della normativa contrattuale vigente che fissa in 25.000 euro il tetto massimo di indennità (art. 39 CCNL 8/6/2000 e art.4 CCNL 6/5/2010). E’ del tutto evidente che questa disposizione non mancherà di attirare l’attenzione della Procura Generale della Corte dei Conti”.

“Inaccettabile” è infine, per l’intersindacale, “il subdolo intervento sull’istituto della mobilità contenuto nel protocollo d’intesa che, attuato senza le dovute procedure di concertazione, si configura come una vera e propria attività antisindacale”.

Per questo l’intersindacale toscana chiede all’Azienda USL 10 di ritirare la relativa delibera emanata il 9 dicembre scorso e alle Aziende ospedaliero-universitarie di Careggi e Meyer di non assumere le delibere attuative dell’intesa. “In caso contrario – avverte l’intersindacale – le OO.SS. scriventi saranno costrette a difendere i legittimi interessi dei dirigenti medici e sanitari dipendenti del SSN in tutte le sedi giudiziarie oltre che a dichiarare lo stato di agitazione della categoria con l’obiettivo di arrivare ad una giornata di protesta delle aziende sanitarie dell’area fiorentina”.

 

18 Dicembre 2013

© Riproduzione riservata

Caso Monaldi. Fico in Aula: “Non è singolo caso finito in tragedia, ma la storia di un sistema che su più livelli ha visto reiterare errori o omissioni”
Caso Monaldi. Fico in Aula: “Non è singolo caso finito in tragedia, ma la storia di un sistema che su più livelli ha visto reiterare errori o omissioni”

La sequenza dei fatti che hanno caratterizzato la vicenda del piccolo Domenico Caliendo “non è soltanto la storia di un trapianto pediatrico finito in tragedia, è la storia di un...

Autonomia differenziata. Via libera della Conferenza Unificata alle pre-intese con quattro Regioni del Nord. “No” compatto dalle sei Regioni guidate dal Centrosinistra
Autonomia differenziata. Via libera della Conferenza Unificata alle pre-intese con quattro Regioni del Nord. “No” compatto dalle sei Regioni guidate dal Centrosinistra

La Conferenza Unificata ha espresso oggi parere favorevole sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in materia di "tutela della salute...

Case di Comunità. Fimmg Campania: “Non siano considerati mini Pronto soccorso”
Case di Comunità. Fimmg Campania: “Non siano considerati mini Pronto soccorso”

“Abbiamo fortemente voluto che la medicina generale fosse coinvolta nel funzionamento delle Case di Comunità, oggi si inizia a realizzare quanto concordato con l’Accordo Integrativo Regionale 2025”. Lo dice Luigi...

Autonomia differenziata. Campania e Puglia contro le intese: “Senza Lep e perequazione si rompe l’unità del Paese”
Autonomia differenziata. Campania e Puglia contro le intese: “Senza Lep e perequazione si rompe l’unità del Paese”

Una presa di posizione politica che mette in discussione l'intero impianto dell'autonomia differenziata, chiamando in causa i principi fondamentali dello Stato e la tenuta del Servizio sanitario nazionale. Questo, in...