Puglia: ecco il Piano di rientro

Puglia: ecco il Piano di rientro

Puglia: ecco il Piano di rientro
Il ministero della Salute ha pubblicato sul proprio sito il Piano di rientro - e relativo allegato operativo - sottoscritto dalla Regione Puglia con il ministero della Salute e il ministero dell'Economia.

Tre anni per riqualificare e riorganizzare il Servizio sanitario regionale della Puglia. Come riuscirci è descritto nel Piano di rientro – e correlato da un allegato operativo – sottoscritto dal presidente della Regione, Nichi Vendola, con il ministero della Salute e il ministero dell'Economia, e pubblicato sul sito internet del ministero della Salute.
Il Piano stabilisce che la Regione Puglia metta in campo i provvedimenti per il riordino della rete ospedaliera, intervenendo sul miglioramento dell’appropriatezza organizzativa (trasformazione dei ricoveri in setting assistenziali più appropriati a minore consumo di risorse) e sulla riarticolazione dell’offerta ospedaliera (dotazione posti letto, distribuzione per disciplina, articolazione unità operative), integrando la stessa secondo l’ottica del continuum dei Livelli Essenziali di Assistenza.
In particolare, il miglioramento dell’appropriatezza organizzativa focalizza l’attenzione sul trasferimento di oltre 150.000 ricoveri in setting assistenziali alternativi al ricovero, maggiormente adeguati alle esigenze dei pazienti e con un minor costo per la collettività, secondo il seguente schema:
– trasformazione dal 10 al 15% dei ricoveri per acuti in ricoveri in lungodegenza o riabilitazione;
– trasformazione dal 35 al 40% dei ricoveri in assistenza sostitutiva nell’ambito di RSA, Hospice;
– trasformazione dal 45 al 50% in attività ambulatoriale, Day Services, o in prestazioni da effettuarsi nell’ambito di case della salute.


Il Piano dovrebbe portare complessivamente a un risparmio di 450 milioni di euro. In particoalre, secondo le proiezioni, il riordino della rete ospedaliera ed il conseguente riequilibrio della rete territoriale dovrebbe portare a un risparmio di spesa a regime non inferiore a 68,30 milioni di euro.
In particolare:
– per il primo anno il risparmio è quantificato in 14,53 milioni di euro, calcolato tenendo conto della chiusura di 1411 posti letto, rapportando la minore spesa in relazione ai mesi di effettiva chiusura;
– per il secondo anno il risparmio è quantificato in 55,95 milioni di euro, calcolato tenendo conto della minore spesa relativa alla chiusura di 1411 posti per il 2010, per l’intero anno (pari a 43,59 milioni di euro), ed aggiungendo a questa la minore spesa riferibile alla chiusura di ulteriori 500 posti letto da attuare nel corso dell’anno 2011, rapportata ai mesi di effettiva chiusura (pari a 12,36 milioni di euro);
– per il terzo anno il risparmio è quantificato in 68,30 milioni di euro, calcolato tenendo conto della minore spesa relativa all’anno 2010, per l’intero anno, (pari a 43,59 milioni di euro), della minore spesa relativa all’anno 2011, per l’intero anno, (pari a 15,45 milioni di euro) ed aggiungendo a questa la minore spesa riferibile alla chiusura di ulteriori 300 posti letto da attuare nel corso dell’anno 2012, rapportata ai mesi di effettiva chiusura (pari a 9,26 milioni di euro).
 

03 Dicembre 2010

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