Responsabilità professionale. Le proposte della Cimo Piemonte al viceministro Costa

Responsabilità professionale. Le proposte della Cimo Piemonte al viceministro Costa

Responsabilità professionale. Le proposte della Cimo Piemonte al viceministro Costa
Dare un confine alla responsabilità del medico; depenalizzare i processi di risarcimento; creare un fondo per l’indennizzo dei danni; prevedere la controdenuncia del medico nei casi di accusa infondata. Queste le istanze che saranno presentate al viceministro alla Giustizia nel corso di un convegno promosso dal sindacato.

“Ogni anno in italia il costo della medicina difensiva è di circa 12 miliardi di euro. Senza questa spesa inutile il Governo Renzi avrebbe già trovato le risorse per gli 80 euro in busta paga agli italiani”. È partendo da questa considerazione che la Cimo Piemonte si prepara oggi a presentare le proprie proposte/appello a Enrico Costa, viceministro alla Giustizia, nel corso della giornata di studi sul tema della reponsabilità medica promosso oggi a Torino dal sindacato.

La richiesta della Cimo Piemonte a Costa è di farsi portavoce presso il Governo delle istanze dei medici. “Oggi l’ombra del magistrato moltiplica il timore del medico: esami non necessari, ricoveri evitabili, tendenza a evitare interventi e terapie rischiose per il paziente e anche per il medico che lavora con il timore di finire davanti ad un giudice”, spiega la Cimo Piemonte.

Per il sindacato, “avendo sempre chiaro che se da un lato è necessario garantire ai cittadini vitttime di malasanità o malpratica un risarcimento in tempi rapidi, è soprattutto necessario migliorare la sicurezza delle cure e consentire ai professionisti di lavorare in un clima sereno”. A questo scopo la Cimo Piemonte chiede al Governo di: “dare un confine alla responsabilità del medico; depenalizzare i processi di risarcimento; creare un fondo di tipo mutualistico per l’indennizzo dei danni; prevedere la controdenuncia da parte del medico nei casi di accusa palesemente infondata”.

07 Aprile 2014

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