Infermieri e stress da lavoro. Al via inchiesta nazionale di Nursing Up

Infermieri e stress da lavoro. Al via inchiesta nazionale di Nursing Up

Infermieri e stress da lavoro. Al via inchiesta nazionale di Nursing Up
Nella professione infermieristica il carico di lavoro, lo stile della dirigenza, la qualità delle relazioni professionali e il coinvolgimento emotivo, hanno un peso significativo su stress e burnout del personale. Per questo il sindacato degli infermieri ha deciso di dare vita ad una vera e propria campagna di inchiesta a tutela della professione. Dal 5 maggio operativo anche uno sportello di ascolto.

Stress, burn out e mobbing nella professione infermieristica. Parte l’inchiesta degli infermieri del sindacato Nursing Up per valutare e contrastare il fenomeno dello stress legato al lavoro, secondo problema di salute più comune in Europa dopo il mal di schiena.

Istituzione di uno sportello di ascolto per la prevenzione stress lavoro correlato, burnout e mobbing, gestito da uno psicologo esperto della materia del lavoro. Ed ancora, nei casi in cui non sia sufficiente il consulto dello specialista psicologo e sempre ché quest’ultimo ne ravvisi la necessità, l’associato sarà affidato ad un Servizio integrativo di medicina del lavoro e potrà avere , completamente a carico del sindacato, una perizia  medico legale. Questi, e non solo, i capisaldi del nuovo progetto finalizzato a costruire un dossier sulla delicata materia che lega il lavoro allo stress “da portare all’attenzione delle istituzioni, sino a quelle dell’Unione Europea, forse più attente alla problematica in questione”.

Per dare fiato e gambe all’iniziativa Nursing Up ha stipulato un accordo di collaborazione con l’Enaios, Ente di assistenza dedicato agli iscritti Nursing Up e dal 05 maggio avranno inizio le attività, tutte totalmente gratuite per l’associato Enaios. Lo Sportello telefonico sarà attivo per tre giorni a settimana, si potrà accedere, solo dopo la registrazione, attraverso il sito internet www.nursingup.it o www.enaios.it. 

Obiettivo del progetto è “offrire ai colleghi gli strumenti necessari per difendersi da queste situazioni, prevenirne l’evolversi e contemporaneamente documentare, documentare e documentare, per creare i presupposti necessari per agire sulle istituzioni, dapprima quelle italiane e poi quelle sovra nazionali”.

In particolare, secondo il Nursing Up “nella popolazione infermieristica lo stress lavorativo è stato associato a disturbi del sonno, fatica cronica, dolori muscoloscheletrici, dispepsia e sindrome del colon irritabile, mal di testa, depressione, burnout, percezione soggettiva di scarsa salute, insoddisfazione lavorativa, demotivazione, elevato turnover, assenteismo, infortunio, abuso di alcool, farmaci e tabagismo. Questo impatto è diverso in funzione della soggettività di ciascun infermiere variando considerevolmente anche tra i diversi ambienti e le differenti aree d’intervento (medicina, chirurgia, pronto soccorso/urgenza, psichiatria ecc), ovvero anche in base ad aspetti oggettivi della realtà lavorativa e alle scelte operate nel contesto organizzativo di lavoro”.

Ma parte integrante del progetto è anche l’individuazione su tutto il territorio nazionale di “ambasciatori per la prevenzione ed inchiesta sul fenomeno dello stress lavoro correlato, burn out e mobbing” . L'Ambasciatore per la tutela contro lo stress lavoro correlato, burnout ed il mobbing è un dirigente sindacale del Nursing Up che ha assunto l'incarico di dedicarsi in maniera particolare alla tutela degli infermieri in materia di stress lavoro correlato, bornout e/o mobbing  in ogni azienda sanitaria ove ciò è possibile, sia in ambito pubblico che privato. 
 
“Tutte le attività – precisa il presidente di Nursing Up, Antonio De Palma – consentiranno al nostro Sindacato di raccogliere, ovviamente nel totale anonimato dei colleghi in difficoltà, i dati sullo stress lavoro correlato sul burn out e/o sul mobbing relativi all’enorme platea degli infermieri italiani e quindi saremo in grado di elevare il generalizzato verificarsi di tali fenomeni a “patologia preponderante nella collettività professionale. Da qui in avanti – specifica – , con il sostegno formale delle numerose perizie realizzate in modalità campione su tutto il territorio nazionale sarà possibile denunciare, con il coinvolgimento attivo degli ambasciatori operanti nelle aziende sanitarie e dapprima alle istituzioni italiane, quei fenomeni che coinvolgono gruppi omogenei di professionisti o che in quanto generati da condizioni di grave disagio organizzativo si qualificano come condizione di evidente  pericolo e/o criticità per l’esercizio infermieristico”.

“Ma se tutto questo non bastasse – avverte De Palma – Nursing Up è pronto in caso di “sordità” delle istituzioni italiane ai risultati dell’inchiesta promossa, a denunciare la grave realtà infermieristica  presso l’Unione Europea. portando in tale sede tutta la documentazione sanitaria probatoria raccolta”.

28 Aprile 2014

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