Pro-Test Italia contro la trasmissione Le Iene: “La disinformazione scientifica uccide”

Pro-Test Italia contro la trasmissione Le Iene: “La disinformazione scientifica uccide”

Pro-Test Italia contro la trasmissione Le Iene: “La disinformazione scientifica uccide”
Questo il messaggio di protesta di un folto gruppo di ricercatori e studenti dell'associazione nel corso di un sit-in avvenuto lo scorso 11 maggio davanti alla sede Mediaset di Cologno Monzese. Per Pro-Test Italia il modus operandi del programma televisivo rischia di creare "una prograssiva perdita di fiducia della popolazione nella medicina".

Un folto gruppo di ricercatori e studenti dell'associazione Pro-Test Italia ha fatto ieri un sit-in davanti alla sede Mediaset di Cologno Monzese per protestare contro la "sistematica disinformazione" portata avanti dal programma Le Iene in campo sanitario. Durante questo sit-in, ricercatori e studenti, col camice o vestiti a lutto, hanno disegnato sul terreno delle sagome di cadaveri, ognuna con scritto il nome di una falsa terapia sponsorizzata da Le Iene (Stamina, China Study, Aloe vera, Escozul) e hanno protestato con cartelli con scritto: "La disinformazione uccide".
Pro-Test Italia ritiene, infatti, gravissimo il modus operandi del programma televisivo, che ha come conseguenza il rischio di una progressiva perdita di fiducia tra la popolazione e, soprattutto, tra diversi pazienti, nella scienza e nella medicina, inducendo persone già gravemente malate ad abbandonare le cure riconosciute dalla comunità scientifica internazionale per affidarsi a "terapie" di dubbia provenienza, di non comprovata efficacia e spesso dannose.

"Ci auguriamo che in futuro gli autori del programma nel dare notizia riguardante una terapia non riconosciuta dalla comunità scientifica, evidenzino con il dovuto rilievo che quel determinato rimedio non ha nessuna validazione scientifica – hanno sostenuto i membri dell'associazione -. Riteniamo che l'Italia non si meriti un secondo caso Stamina e che i programmi televisivi dovrebbero avere più rispetto della dignità dei malati, evitando di illuderli con terapie presentate come miracolose e che invece possono anche risultare deleterie". 

13 Maggio 2014

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