Calabria. I pediatri presentano la loro proposta di riorganizzazione della pediatria ospedaliera

Calabria. I pediatri presentano la loro proposta di riorganizzazione della pediatria ospedaliera

Calabria. I pediatri presentano la loro proposta di riorganizzazione della pediatria ospedaliera
L’obiettivo è “migliorare la qualità dell’assistenza e contribuire a ridurre la migrazione sanitaria pediatrica”. Il documento è stato presentato in occasione della manifestazione Nativity svolta a Lamezia Terme lo scorso fine settimana. LA PROPOSTA.

Riorganizzare l'assistenza pediatrica ospedaliera in Calabria per migliorare la qualità dell’assistenza e contribuire a ridurre la migrazione sanitaria pediatrica. È questo l’intento del documento presentato dai pediatri aderenti alla Società Italiana di Pediatria (S.I.P.) – Sezione Calabria, dal coordinamento dei primari ospedalieri di Pediatria della Calabria, insieme ai pediatri della SIPO e dalla CIPe Calabria in occasione di Nativity, la manifestazione svolta a Lamezia Terme dal 9 all’11 maggio nel corso della quale circa 700  famiglie calabresi hanno avuto la possibilità di ricevere prestazioni sanitarie gratuite, nelle varie branche specialistiche pediatriche, da parte di  pediatri operanti nella Regione.

Manifestazione criticata dalla Fimp, secondo la quale offrire visite gratuite “rischia di alimentare il consumismo sanitario”, ma fortemente difesa da Sip, Sipo e Cipe, che la ritengono “una importante vetrina pediatrica nazionale”. “Anche in Calabria esistono professionalità capaci di dare risposta adeguate alle varie esigenze di salute della famiglie, dei bambini e degli adolescenti”, ha affermato il Presidente della SIP Calabria Giampaolo De Luca, annunciando la proposta per la riorganizzazione ospedaliera che sarà discussa anche, nei prossimi giorni, a Vibo Valentia, in occasione di una manifestazione che affronterà il tema dell’importanza della dieta mediterranea per la salute del bambino e dell’adolescente, occasione nella quale si analizzeranno anche i dati emersi da Nativity. “Speriamo di trovare, nella Regione Calabria interlocutori istituzionali sensibili a tale proposta”, è l’auspicio dei pediatri calabresi.

Ecco, in sintesi, le principale proposte contenute nel progetto di riorganizzazione dell’assistenza pediatrica ospedaliera della Regione Calabria:

1)    Il riconoscimento della centralità del bambino nell’assistenza pediatrica ospedaliera che deve essere erogata da strutture e figure professionali esclusivamente ad esso dedicate.

2)    L’applicazione del limite di età (18 anni) per i ricoveri pediatrici uguale per tutte le UU.OO di Pediatria della Regione Calabria, prevedendo spazi idonei per la degenza degli adolescenti.

3)    La ridefinizione della rete ospedaliera pediatrica e l’elaborazione di nuovi modelli organizzativi strutturati a diversi livelli operativi, anche con indicatori di valutazione dei risultati e di outcome, capaci di soddisfare i bisogni  di salute dei minori residenti nella regione e delle relative necessità assistenziali, mediante il  potenziamento delle funzioni assistenziali delle strutture ospedaliere pediatriche di ricovero, ottimizzando le risorse esistenti ed evitando duplicazioni di servizi o carenze assistenziali. In particolare tale ridefinizione della rete pediatrica ospedaliera dovrà consentire tra l’altro di:
   –    realizzare nelle UU.OO di Pediatria  dei centri HUB  l’Area Pediatrica in cui far convergere tutti i ricoveri di età pediatrica dell’Ospedale, medici, chirurgici e specialistici, nell’ambito di una gestione integrata delle diverse competenze mediche
   –    istituire in tutte le UU.OO di Pediatria della Regione Calabria  l’Osservazione Breve Intensiva Pediatrica (OBI), che rappresenta una alternativa a molti ricoveri ordinari e soprattutto riduce nettamente i ricoveri inappropriati
   –    garantire nelle UU.OO di Pediatria posti letto adeguati ed attrezzati per pazienti cronici che presentano patologie acute e critiche intercorrenti
   –    creare  posti letto attrezzati al monitoraggio continuativo del paziente (“terapia semintensiva”)  o al suo isolamento
   –    sviluppare le specialità pediatriche utilizzando il criterio delle reti integrate di tipo orizzontale

4)    L’attivazione di posti  letto di terapia intensiva pediatrica, considerato che attualmente un elevato numero di bambini che necessitano di elevata intensità di cure vengono trattati impropriamente nelle terapie intensive dell’adulto.

5)    L’attivazione   di strutture  per la riabilitazione pediatrica e per le cure palliative

6)    La riduzione delle migrazione sanitaria.

7)    L’attenzione ai bisogni degli operatori pediatrici ospedalieri ed alla valorizzazione delle professionalità.
 

15 Maggio 2014

© Riproduzione riservata

Via libera dalla Stato Regioni ai fondi per piattaforma liste d’attesa. Rinvio per Piano salute mentale e campagna per la salute riproduttiva
Via libera dalla Stato Regioni ai fondi per piattaforma liste d’attesa. Rinvio per Piano salute mentale e campagna per la salute riproduttiva

Dal programma sangue 2025 al finanziamento alle Regioni per la realizzazione dell’infrastruttura per la Piattaforma liste d’attesa, fino ai criteri per definire le Regioni benchmark per la definizione dei fabbisogni...

Piano sanitario nazionale. Monni (Toscana): “Va aggiornato, serve integrazione”
Piano sanitario nazionale. Monni (Toscana): “Va aggiornato, serve integrazione”

Il nuovo piano sanitario nazionale? Che sia “sempre più integrato: un’integrazione vera tra sanitario e socio-sanitario” per l’assessore al diritto alla salute e alle politiche sociali della Toscana, Monia Monni....

Riforma professioni sanitarie. Le Regioni al Governo: “Rischio invasione competenze e costi insostenibili”
Riforma professioni sanitarie. Le Regioni al Governo: “Rischio invasione competenze e costi insostenibili”

Arrivano le osservazioni delle Regioni sul ddl Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale". E non mancano le critiche e preoccupazioni su alcuni...

Tumore del retto. Studio italiano ‘NO-CUT’ dimostra che un paziente su quattro può guarire senza chirurgia
Tumore del retto. Studio italiano ‘NO-CUT’ dimostra che un paziente su quattro può guarire senza chirurgia

Una rivoluzione significativa sta cambiando la gestione del carcinoma del retto. Sono appena stati pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet Oncology i risultati dello studio clinico NO-CUT, coordinato da ricercatori...