Piemonte: semaforo verde alla Rete di emergenza coronarica

Piemonte: semaforo verde alla Rete di emergenza coronarica

Piemonte: semaforo verde alla Rete di emergenza coronarica
Già dall’inizio dell’anno è attiva in via sperimentale su tutto il Piemonte la rete interospedaliera per l’emergenza coronarica. Grazie al lavoro interdisciplinare di tutte le strutture interessate, le Unità di terapia intensiva coronarica (UTIC), gli operatori del 118 e i Pronto Soccorso, è oggi possibile anticipare i tempi della diagnosi di infarto miocardico acuto e fornire al paziente il trattamento più appropriato.

La Rete. Nel caso di sospetto infarto, il medico del 118 potrà eseguire un elettrocardiogramma (ECG) direttamente a casa del paziente o sull’ambulanza. L’ECG, insieme ad altri dati clinici, verrà poi trasmesso alle unità di terapia intensiva coronarica (UTIC) di riferimento territoriale. La conferma diagnostica attiverà immediatamente la prima terapia farmacologica già a bordo del mezzo e, secondo le indicazioni di un protocollo operativo concordato fra gli operatori del 118 e i cardiologi ospedalieri, verrà definita la destinazione del paziente per il trattamento più efficace.
“Un progetto molto importante – ha commentato l’assessore alla Tutela della Salute e Sanità della Regione Piemonte, Caterina Ferrero – perché permette una fattiva integrazione tra il lavoro dei medici del 118, di quelli del Pronto Soccorso e dei cardiologi ospedalieri. La tempestività con cui si interviene è fondamentale. Nel  trattamento dell’infarto miocardico acuto, la qualità della risposta assistenziale nelle prime ore ha un ruolo determinante  per la sopravvivenza del paziente”.
Secondo l’ultimo rilevamento pervenuto, gli infarti miocardici acuti detti STEMI in Piemonte sono oltre 4.200, di cui il 65.8 per cento colpisce gli uomini in età media di 69 anni. Di questi casi, circa il 30 per cento arriva in ospedale tramite chiamata al 118, il 51.6 per cento per accesso diretto, circa il 20 per cento tramite altro accesso, ovvero tramite trasferimento o inviati dal medico curante. Inoltre, il 57.7 per cento dei casi ha ricevuto un intervento di angioplastica durante il ricovero. L’8.5 per cento rappresenta il dato di mortalità intraospedaliera.
“L’organizzazione sanitaria – ha aggiunto Ferrero – tende sempre più verso un modello di assistenza attento all’equità di accesso, all’appropriatezza degli interventi e alla razionalizzazione  delle risorse. In questa direzione, la  realizzazione  di una rete  integrata  territorio-ospedale permette  di  ridurre i tempi di  trattamento e  di avviare il paziente al centro ospedaliero in grado di offrire rapidamente il trattamento più appropriato”.
Le tappe fondamentali di realizzazione della rete sono state due: la costituzione di  una  commissione tecnica multidisciplinare e, in seguito, l’acquisizione della strumentazione  tecnologica di supporto della rete. La prima fase sperimentale è poi partita presso il quadrante di Cuneo.
Successivamente sono state dotate  delle attrezzature  per la trasmissione dell’ECG le altre Centrali Operative del 118 della regione, il relativo parco ambulanze e i cinque elicotteri dell’elisoccorso. Infine, le apparecchiature sono state installate  presso  tutte le Cardiologie della Regione. In parallelo sono state individuate le unità territoriali di terapia intensiva coronarica (UTIC) con laboratori di emodinamica con determinati requisiti strutturali e organizzativi, ovvero i quindici Centri  Hub della rete. In seguito è stato definito un protocollo operativo della rete  concordato con gli operatori interessati e sono stati svolti i corsi di formazione  per  gli operatori del 118  e  delle Cardiologie.

18 Gennaio 2011

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