Test medicina. Crimì (PD) lancia petizione per dire no al modello francese 

Test medicina. Crimì (PD) lancia petizione per dire no al modello francese 

Test medicina. Crimì (PD) lancia petizione per dire no al modello francese 
Il deputato, dopo aver evidenziato la criticità del metodo utilizzato in Francia, passa alla fase operativa e promuove una raccolta di firme sul suo sito web. La petizione chiede un miglioramento del test già esistente, “mirando i quesiti su una bibliografia nota e introducendo una modalità telematica". 

Una petizione online per chiedere l’intervento del ministro Stefania Giannini affinché sia evitata “la sostituzione dell'attuale sistema di selezione per l'accesso al corso universitario di Medicina e Chirurgia con il cosiddetto metodo ‘alla francese’". E’ l’iniziativa promossa da Filippo Crimì, deputato del Pd, sul suo sito web.

Con l’adozione del modello francese, spiega la petizione, sorgerebbero tre grosse criticità:
1.Durante il primo anno, secondo i dati storici, circa 100.000 studenti potrebbero iscriversi e frequentare i corsi universitari con conseguenti problemi di mancanza di aule, di attrezzature didattiche e mancanza di personale docente che non è commisurato ad un tale numero di corsisti
2. Alla fine del primo anno sarebbe previsto in ogni caso un test selettivo che ridurrebbe a 10.000 il numero dei corsisti con conseguente respingimento degli altri 90.000. Il rischio di illudere questi studenti, che se esclusi si troverebbero ad aver letteralmente "perso" un anno di studio con i relativi costi economici, è molto alto.
3. L'eventuale selezione basata sui risultati degli esami del primo anno si porrebbe in contrasto con la strada maestra, dell'oggettività e del merito, da Lei indicata con l'istituzione del concorso nazionale per le scuole di specializzazione mediche.

E’ sulla base di questi elementi che si chiede un miglioramento del modello già esistente, “mirando i quesiti su una bibliografia nota, introducendo una modalità telematica del test ed assicurando modalità amministrative ineccepibili, tali da evitare al massimo i possibili ricorsi”.

03 Settembre 2014

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