Programma esiti. Aiom: “Sviluppare reti oncologiche per curare meglio e spendere meno”

Programma esiti. Aiom: “Sviluppare reti oncologiche per curare meglio e spendere meno”

Programma esiti. Aiom: “Sviluppare reti oncologiche per curare meglio e spendere meno”
Il presidente della società scientifica, Stefano Cascinu, osserva: "Una delle criticità è legata allo scarso numero di interventi chirurgici in alcune strutture. I network sono utile vettore per condividere esperienze e risparmiare risorse". Sinora, tuttavia, "ha visto la luce solo il 5% dei progetti iniziali".

“I risultati del ‘Rapporto nazionale esiti’ non ci stupiscono. Sappiamo da tempo che uno dei problemi oncologici è legato allo scarso numero di interventi chirurgici in alcuni centri. Solo il 20% delle strutture rispetta gli standard minimi di volume”. E’ il commento di Stefano Cascinu, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), di fronte ai dati del Programma nazionale esiti (Pne) 2014 sviluppato dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas) per conto del Ministero della Salute.

“Preoccupa che questo dato – aggiunge – si riferisca a tumori molto frequenti come quelli del seno, del colon, del polmone e dello stomaco. Questo vale per la chirurgia, ma non è trasferibile alle terapie mediche, che non possono essere centralizzate. Altrimenti i pazienti sarebbero costretti a spostarsi frequentemente per lunghe distanze. La soluzione è rappresentata dalle reti oncologiche. In questo modo gli ospedali possono ‘parlare fra loro’ permettendo la circolazione delle esperienze e un risparmio di risorse. Finora però ha visto la luce solo il 5% dei progetti iniziali per la costruzione di questi network”.

Secondo Cascinu la responsabilità deve essere ricondotta “alle scelte delle istituzioni, a livello nazionale e regionale”. E sottolinea la necessità di distinguere le criticità rappresentate dalla chirurgia dalle terapie mediche e ribadisce l’assoluta necessità delle reti oncologiche. “È necessario realizzare una vera integrazione fra le varie discipline, che deve diventare lo standard di riferimento nella cura di una malattia che nel 2013 in Italia ha fatto registrare 366mila nuovi casi e 173mila decessi – continua – Vogliamo procedere ad una revisione critica delle strutture esistenti sul territorio nazionale. Solo così potremo risparmiare e garantire alti standard qualitativi. Il problema della realizzazione di questi network è stato affrontato nel precedente piano oncologico, ma è rimasto lettera morta”.

Le reti risultano quindi fondamentali ed è necessario definire regole uniformi che possano essere seguite da tutte le Regioni, cui spetta l’organizzazione sanitaria, al fine di dotarsi di network omogenei sul territorio nazionale. “È chiaro che le realtà locali sono diverse, ma bisogna evitare discrepanze eccessive, altrimenti rischiamo di aggiungere disparità e iniquità nell’accesso alle cure. Se non garantiamo un’assistenza omogenea su tutto il territorio, i pazienti sono costretti a migrare. A cercare soluzioni altrove. E questo rappresenta una sconfitta del sistema”.

Alla definizione delle reti oncologiche, conclude Cascinu, si deve accompagnare un nuovo modello di assistenza, meno centrato sull’ospedale e più orientato a forme alternative. “Il 30% dei pazienti con cancro muore in strutture ospedaliere destinate al contrasto di patologie acute, generando gravi sofferenze umane e familiari. È chiara l’inappropriatezza di questi ricoveri. Vanno poi considerati gli alti costi pro-die delle degenze in centri complessi e ad alto tasso tecnologico, con il rischio aggiuntivo di sottrarre posti letto a malati oncologici in fase acuta, sicuramente recuperabili con interventi tempestivi ed appropriati, rispetto a quelli, notevolmente minori, dell’assistenza domiciliare e dell’accoglienza negli hospice”.

Per cercare di superare questi problemi, è in corso un progetto che vede coinvolti Agenas, Aiom e Cipomo (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Ospedalieri) che permetterà di definire un modello di rete.
 

21 Ottobre 2014

© Riproduzione riservata

Ritorno tra i banchi e non solo. Il burnout genitoriale ricomincia a settembre?
Ritorno tra i banchi e non solo. Il burnout genitoriale ricomincia a settembre?

Suonano le campanelle delle scuole di tutta Italia. Qualcuno ha già iniziato, a molti è toccato oggi e altri ragazzi e bambini torneranno sui banchi entro il fine settimana. Spesso...

Papa Leone XIV. Schillaci: “Grato per la sua attenzione alla salute e ai più fragili”
Papa Leone XIV. Schillaci: “Grato per la sua attenzione alla salute e ai più fragili”

“Desidero rivolgere i miei più sentiti auguri a Papa Leone XIV”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha inviato il proprio messaggio al Pontefice. “Colgo questa occasione per manifestare...

Addio a Raffaele Costa, ex ministro della Sanità e protagonista della politica italiana
Addio a Raffaele Costa, ex ministro della Sanità e protagonista della politica italiana

È scomparso all'età di 90 anni Raffaele Costa, politico di lungo corso e più volte ministro della Repubblica. Nato a Mondovì, in provincia di Cuneo, l'8 settembre 1936, Costa si...

Oms. Vanessa Kerry è la nuova Inviata speciale per la resilienza sanitaria
Oms. Vanessa Kerry è la nuova Inviata speciale per la resilienza sanitaria

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha nominato Vanessa Kerry Inviata Speciale del Direttore Generale dell’Oms per la Resilienza Sanitaria. Facendo leva sulla precedente esperienza come prima Inviata Speciale del Direttore Generale...