Schizofrenia: dalla genetica un bersaglio per nuovi farmaci

Schizofrenia: dalla genetica un bersaglio per nuovi farmaci

Schizofrenia: dalla genetica un bersaglio per nuovi farmaci
Individuata una mutazione genetica che potrebbe essere responsabile della schizofrenia. È 14 volte più frequente negli individui schizofrenici e interferisce con il corretto sviluppo del cervello. La ricerca punta ora a un composto che sia in grado di correggerla.
 

“In qualche modo, questo è il tipo di gene che l’industria farmaceutica aspettava”. Con questo commento Jonathan Sebat, direttore del Beyster Center for Molecular Genomics of Neuropsychiatric Diseases di San Diego, ha commentato i risultati di uno studio – di cui è coautore – appena pubblicato su Nature.I ricercatori americani sono infatti riusciti a identificare una mutazione di un gene associata a disordini neurologici. Ulteriore buona notizia: secondo gli autori potrebbe essere trattata con farmaci già disponibili.
Già in un precedente lavoro lo stesso team aveva identificato rare mutazioni genetiche associate a un maggior rischio di schizofrenia. Questa volta, però, il campo degli indiziati è stato ristretto ad un solo errore genetico.
Dall’analisi del genoma di circa 8 mila persone affette da schizofrenia e di 7 mila persone sane è emersa sì l’esistenza “di una forte correlazione tra diverse aree del genoma” e la schizofrenia, ha spiegato il ricercatore. Ma una in particolare sembra essere rilevante: si tratta “di alcune duplicazioni all’estremità del cromosoma 7q che sono 14 volte più frequenti nelle persone affette da schizofrenia rispetto alle persone sane”.
Questa regione dei cromosomi è riconosciuta essere coinvolta nel corretto sviluppo del cervello, poiché è proprio lì che è situato un gene responsabile della codifica di un recettore (Vipr2). Dalla misurazione dell’espressione di questo gene i ricercatori hanno potuto ipotizzare che alla base dei difetti neurologici presenti negli schizofrenici posse esserci proprio l’eccessiva attività di questi meccanismi di segnalazione nervosa.
“Questa scoperta può essere il miglior target venuto fuori dagli studi sulla genetica delle malattie mentali”, ha concluso Sebat. ”Questa è l’essenza della genomica: cercare le cause genetiche rilevanti e usare queste informazioni per mettere a punto una possibile strategia di trattamento”.
E proprio questo potrebbe essere il prossimo passo secondo i ricercatori: testare su modelli animali l’efficacia di composti già disponibili per correggere la mutazione genetica.  

03 Febbraio 2011

© Riproduzione riservata

Prurito. Dermatologi: “Riconoscerlo come malattia e campanello d’allarme di condizioni sistemiche”
Prurito. Dermatologi: “Riconoscerlo come malattia e campanello d’allarme di condizioni sistemiche”

Fastidioso, persistente, talvolta insopportabile: il prurito è uno dei sintomi più diffusi nella popolazione generale e, nelle forme croniche, può incidere sulla qualità della vita in modo paragonabile al dolore...

Come migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il riposo
Come migliorare le prestazioni degli atleti attraverso il riposo

La gestione del riposo notturno rappresenta una componente critica nel recupero dell'atleta, con implicazioni dirette sulla salute sistemica e sulla performance. Una recente indagine pubblicata sulla rivista International Journal of...

Trisomia 21, anche una reazione autoimmune dietro la Sindrome di Down. Lo Studio della Cattolica
Trisomia 21, anche una reazione autoimmune dietro la Sindrome di Down. Lo Studio della Cattolica

La Sindrome di Down potrebbe dipendere in alcuni casi anche da una reazione autoimmune – in cui gli anticorpi materni attaccano la membrana che riveste l’ovocita – e questo meccanismo...

Sclerosi multipla recidivante: fenebrutinib mostra efficacia su ricadute e disabilità
Sclerosi multipla recidivante: fenebrutinib mostra efficacia su ricadute e disabilità

Le opzioni terapeutiche per la sclerosi multipla recidivante (SMR) registrano nuovi dati positivi su fenebrutinib, derivanti dagli studi di Fase III FENhance 1 e 2, che hanno raggiunto l’endpoint primario....