Liberalizzazioni. Lorenzin: “No alla Fascia C fuori dalle farmacie”

Liberalizzazioni. Lorenzin: “No alla Fascia C fuori dalle farmacie”

Liberalizzazioni. Lorenzin: “No alla Fascia C fuori dalle farmacie”
Il Ministro della Salute si dice contrario alla misura che prevede la possibilità di vendere i farmaci di fascia C fuori dalle farmacie. “Non c’è scontro con Ministro Guidi ma ci sono posizioni diverse. Ci sono problemi di sicurezza per i pazienti e di sostenibilità”.

“Al momento non c’è nessuno scontro” con il Ministro Guidi ma siamo “contrari alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C”. Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin interviene sul Ddl liberalizzazioni che sta mettendo a punto il Ministro dello Sviluppo economico. “Abbiamo partecipato alla riunione al Mise – ha detto il Ministro a margine di un evento sulla mutilazione digitale organizzato dall’Ime – e abbiamo condiviso molte misure contenute nel provvedimento, ma abbiamo espresso un parere contrario sulla liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C”.
 
“Innanzitutto – ha sottolineato – siamo contrari per motivi sanitari, perché dal punto di vista dell’approccio della sicurezza paziente, la possibilità di acquistare farmaci di fascia C in un ipermercato potrebbe aumentare l’abuso di farmaci”. Non solo ragioni di sicurezza però. “Poi – ha detto – c’è un motivo economico. Negli anni abbiamo instaurato un sistema di tetti di spesa della farmaceutica territoriale che siamo riusciti a mettere sotto controllo grazie alle farmacie. E non dimentichiamo che ora arriverà la digitalizzazione completa per ci consentirà di avere una mappatura precisa sugli usi e i consumi”.
 
Ma la questione per il Ministro della Salute è anche di più ampio respiro ed è legata alla vision di sistema e al rischio di chiusura delle farmacie.  “Noi abbiamo più farmacie che stazioni dei carabinieri e vogliamo potenziare i servizi che offrono le 18mila farmacie che abbiamo perché la farmacia è un presidio di sanità pubblica”. E poi non dimentichiamoci che una misura di questo tipo “provocherebbe la chiusura di molte farmacie italiane”, soprattutto quelle rurali e nei piccoli centri. In ogni caso, Lorenzin ha ribadito che “non c’è uno scontro ma ci sono posizioni diverse e che noi abbiamo argomentato tecnicamente. Spero che si arrivi ad un accordo prima del Cdm, anche perché questo non è un tema corporativo ma riguarda la visione sistemica del delle infrastrutture dedicate alla salute”. 

06 Febbraio 2015

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