TIZIANA FRITTELLI, Dg Policlinico Tor Vergata, Roma: “Stile direzionale ed energia emotiva ci differenziano”
Dottoressa Frittelli, una donna al timone di un grande Policlinico universitario. Pensa che una manager abbia approcci diversi dai suoi colleghi uomini?
Gestire un’organizzazione complessa come la sanità implica oggi la necessità di conoscenze tecniche elevate di tipo gestionali, economiche, normative, sanitarie. E da questo punto di vista è chiaro che non ci sono differenze di genere. Riuscire a coniugare erogazione dei livelli essenziali di assistenza, sostenibilità economica e organizzativa, accountability verso i vari stakeholders, sostegno alle risorse umane spesso stressate da ritmi lavorativi elevatissimi e sotto giudizio continuo di un’utenza sempre più attenta, richiede uno skill professionale che aggreghi competenze multidisciplinari, le stesse per un uomo e per una donna. Quello che generalmente diversifica gli stili di direzione è l’”intelligenza emotiva” che affianca quella “strategica”. E siccome sono convinta che tutte le organizzazioni abbiano un cuore pulsante fortemente condizionato dallo stile del manager, è possibile che un manager donna adotti stili di direzione diversi da quelli di un uomo, pur utilizzando identico corredo professionale.
Cosa intende per stile di direzione femminile?
Ho sempre immaginato la direzione di una struttura complessa come la preparazione di una cena per molte persone che capitano all’improvviso a casa oltre l’orario di apertura del supermercato. La padrona di casa dovrà valutare la consistenza della dispensa, approntare con le risorse che ha la miglior cena possibile, fare attenzione ai particolari, fare in modo che ogni ospite si senta al centro dell’attenzione e se ne rivada a fine cena soddisfatto del trattamento ricevuto. Una donna in genere è abituata. Quale mamma non l’ha affrontato con gli amici dei propri figli?
Quali sono le tre caratteristiche più importanti che secondo lei dovrebbe avere un manager?
Non ho dubbi. Il coraggio di fare quello che è giusto, la pazienza di creare un progetto nel quale tutti si riconoscano, e soprattutto una grande passione.
Cosa consiglierebbe ad una donna che vuole intraprendere la carriera manageriale?
Di non rinunciare mai all’intelligenza emotiva propria delle donne, che consente di capire i fenomeni in profondità, senza fermarsi alle apparenze, alla sua sfera passionale, che è la molla più importante per costruire una squadra, di non appiattirsi su modelli di leadership consunti e obsoleti. E poi tantissimo studio, impegno, serietà e obiettivi alti, di sistema. Paradossalmente, in cima, ci deve essere sempre la voglia di risolvere problemi e di costruire, in coda la carriera, che verrà di conseguenza.
08 Marzo 2015
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