Ostetriche contro L’Eredità: “Grave e pericoloso descrivere la doula come figura professionale”

Ostetriche contro L’Eredità: “Grave e pericoloso descrivere la doula come figura professionale”

Ostetriche contro L’Eredità: “Grave e pericoloso descrivere la doula come figura professionale”
La neo presidente della Fnco accusa il programma: “Descrivere la doula come una figura professionale è molto grave e pericoloso per la salute della donna e del bambino. È inaccettabile che si faccia confusione addirittura in un organo del servizio pubblico”

“Descrivere la doula come una figura professionale è molto grave e pericoloso per la salute della donna e del bambino. Se ciò avviene in una trasmissione di punta della televisione pubblica implica anche una seria responsabilità”. La neoletta presidente della Federazione Nazionale Collegi Ostetriche – FNCO Maria Vicario denuncia quanto accaduto ieri nella trasmissione L’Eredità in onda su RaiUno, durante la quale, in un quesito rivolto ai concorrenti del quiz televisivo, la doula viene indicata come una “figura professionale” contrariamente a quanto è nella realtà. La dolua  svolge, infatti, un  lavoro ausiliario e domestico.
 
La domanda corretta nel quiz sarebbe stata: “Chi si occupa di donne incinte?”. E la risposta: naturalmente i professionisti della salute fra questa in primis l’ostetrica, come ribadiscono i rapporti internazionali prodotti dal programma di sviluppo delle Nazioni Unite e dall’Organizzazione della Sanità. “Pericolosissimo – ribadisce la presidente Vicario – che una figura come la doula venga avvicinata alla donna in un momento così delicato come la gravidanza, lasciandone intuire delle presunte competenze” .
 
Ricordando che la dura lotta all’abusivismo professionale in area sanitaria sarà al centro di un tavolo di lavoro al Consiglio Superiore Sanità, la presidente della FNCO ha concluso: “Le donne devono sapere che queste nuove figure presentate come ‘ostetriche indipendenti’ non sono in nessun modo preparate e competenti nella presa in carico della madre e del bambino. È inaccettabile che si faccia confusione addirittura in un organo del servizio pubblico che ha il dovere di fornire all’utenza informazioni corrette e sicure, soprattutto in ambito sanitario”.

11 Marzo 2015

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