Le reazioni dei presidenti delle Regioni
Vasco Errani (presidente della Conferenza delle Regioni). “Si tratta di una manovra insostenibile, il contributo delle Regioni è superiore ad un terzo dell’ammontare di tutto il provvedimento”. “Si profila un taglio di ben oltre 10 mld di euro – ha spiegato – il Governo deve cercare un punto di sostenibilità dove ogni livello istituzionale fa la sua parte. E noi – ha concluso – la vogliamo fare”.
Romano Colozzi (coordinatore Commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni). “Chiediamo al Governo l’impegno concreto perché i carichi finanziari siano distribuiti in modo equilibrato su tutti i livelli istituzionali”. “Con i numeri appresi in questi giorni – ha precisato – le Regioni hanno un carico paragonabile ad una manovra da 140 mld”.
Renata Polverini (presidente Regione Lazio). "Non ci sono state date cifre chiare. Come Regioni abbiamo detto che vogliamo fare la nostra parte, soprattutto per la lotta agli sprechi, ma anche per i costi della politica". “Giovedì ci sarà una discussione alla Conferenza delle Regioni per poi esprimere un giudizio complessivo – ha concluso – Abbiamo chiesto un tavolo di confronto perché non vogliamo che le Regioni, e quindi i servizi che queste offrono, ne escano penalizzate".
Nichi Vendola (presidente Regione Puglia). “Siamo di fronte alla più grande opera di macelleria sociale della storia italiana”. "Hanno giocato a nascondere la crisi, con la retorica del non metteremo le mani nelle tasche degli italiani, ma ora gli mettono le dita negli occhi con misure di ingiustizia sociale, che mostrano un Paese in cui con questa manovra la ferocia si fa Stato”. “Non e' possibile – ha concluso – scaricare 24 miliardi di euro per intero sul lavoro dipendente, sui pensionati e sulla povertà. E' perciò difficile immaginare di essere convocati a condividere, che cosa? No, non condivido quest' opera di macelleria sociale e non mi assumo questa responsabilità".
Roberto Cota (presidente Regione Piemonte). “Le Regioni? Devono fare la loro parte. Non c'e' dubbio, così come non c'e' dubbio che questa manovra si debba fare. In più si danno segnali precisi per quanto riguarda il taglio di sprechi e privilegi. Sono questi i principi che sto applicando da Presidente della Regione per fare la riforma della burocrazia regionale".
Luca Zaia (presidente Regione Veneto). “La manovra del governo? E' una dieta che facciamo volentieri”. “Il Veneto farà la sua parte – ha aggiunto – Infatti proporremo, entro giugno, una manovra importante in sede regionale, con tagli che saranno solo orizzontali. In Veneto vogliamo guardare con positività al futuro”. “Salvaguarderemo la sanità – ha concluso – continuando a garantire tutti i servizi, ma gli altri capitoli di spesa saranno interessati da ridimensionamenti”.
Giuseppe Scopelliti (presidente Regione Calabria). ''Servono maggiori dettagli ma la situazione che si profila per le Regioni e' difficile perché si e' parlato prevalentemente di tagli”. "Io sarei cauto – ha aggiunto – nelle prossime ore potremo valutare gli sviluppi per sviluppare, come già concordato, un'azione unitaria. Le Regioni, una volta che saranno definite le cifre, metteranno a punto una proposta unitaria".
Michele Iorio (presidente Regione Molise). ''La manovra finanziaria del Governo che si sta preparando e' molto difficile. Per ora conosciamo solo il suo ammontare complessivo, che e' di 24 miliardi di euro, in due anni, e sappiamo che le Regioni saranno chiamate ad una partecipazione molto rilevante, valutata intorno al 50% della cifra complessiva. Vogliamo comunque conoscere le singole voci della manovra per tracciare in maniera condivisa il percorso che dovrà portare all'attuazione degli obiettivi che si e' prefisso il governo nazionale”. ''Per quanto ci riguarda come Molise – ha concluso – occorrerà che la Regione e tutte le Istituzioni operanti sul territorio, si attivino per una rivisitazione dell'impianto complessivo della spesa in tutti i settori coinvolti dalla manovra”.
Catiuscia Marini (presidente Regione Umbria). "Così come ci è stata presentata dal Governo, la manovra finaziaria è per noi irricevibile". "Questa manovra cela una inefficace politica economica del Governo italiano che tenta ora di scaricare i costi di una inefficiente gestione dell'economia nazionale soprattutto sulle Regioni". "In questo modo – ha concluso – si rischia alla fine di gravare sui cittadini che si vedranno tagliati servizi essenziali da parte delle Regioni, a partire dalla sanita', e c'e' anche il rischio che, indirettamente, anche tutto il sistema delle imprese sia colpito".
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25 Maggio 2010
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