Basilicata. Neonato salvato grazie al primo trasporto extra regionale con la Ecmo Mobile Unit 

Basilicata. Neonato salvato grazie al primo trasporto extra regionale con la Ecmo Mobile Unit 

Basilicata. Neonato salvato grazie al primo trasporto extra regionale con la Ecmo Mobile Unit 
Il neonato aveva una grave sindrome di aspirazione massiva di meconio e necessitava di circolazione extracorporea con Ecmo. Attivata la Rete Nazionale Respira del Ministero della Salute. Grazie all’Ecmo Mobile Unit il bimbo è stato trasportato in sicurezza da Potenza al Bambino Gesù di Roma. Ora sta bene.

Primo neonato salvato in Basilicata grazie al trasporto in ECMO (Ossigenazione extracorporea a membrana) effettuato nell’ambito della Rete Nazionale Respira del Ministero della Salute. Per la prima volta, infatti, grazie alla stretta collaborazione tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Roma e la Terapia Intensiva Neonatale del “San Carlo” di Potenza, è stato eseguito il trasporto in ECMO extra regionale in Basilicata, che, lo scorso dicembre, ha permesso di salvare la vita la piccolo che aveva da poco visto la luce al San Carlo.

“Il neonato – spiega una nota pubblicata sul sito internet della Regione Basilicata -, a causa di una sofferenza generata da una grave sindrome di aspirazione massiva di meconio, ha da subito presentato una insufficienza cardio-respiratoria non rispondente alle terapie rianimatorie convenzionali e necessitante perciò di un supporto vitale avanzato tramite la circolazione extracorporea possibile con la tecnica dell’ECMO. L'ECMO permette di sostituire la funzione dei polmoni e del cuore mantenendoli a riposo durante il loro recupero funzionale”.

Grazie all’Ecmo Mobile Unit (ambulanza dedicata al trasporto del paziente in ECMO), giunta al San Carlo direttamente dall’Ospedale del Papa, il bambino è quindi stato trasportato al Bambino Gesù di Roma. La procedura adottata, elaborata sulle Linee Guida della Rete Ministeriale Respira, ha permesso di applicare l'ECMO in situ e di trasportare in sicurezza il neonato. L'intervento è stato effettuato da un' equipe multispecialistica di 11 elementi dell'ECMO Team (2 cardiochirurghi, 2 anestesisti, 2 perfusionisti, 2 infermieri di sala operatoria, 1 infermiera dell'area critica e 2 autisti).

Il bimbo ora sta bene, come scrivono i genitori che, attraverso una mail, hanno voluto ringraziare il Team di specialisti che ha salvato il loro piccolo. Ecco uno stralcio del testo. “Ciao a tutti sono il bimbo di Potenza che ha fatto l’Ecmo da voi a dicembre. Come state? Io grazie a voi, sono rinato e da un mese sono a casa con mamma e papà. Qui si dorme bene, non ci sono tutte quelle macchine che suonano di continuo e ho un lettino bello lungo perché ormai sono arrivato a 63 centimetri. Mamma e papà vi pensano sempre e vi ringraziano tanto per avermi salvato la vita. È stato un periodo molto difficile per loro, ma voi con la vostra umanità e professionalità siete stati di grande aiuto”.

Il Bambino Gesù da Settembre 2012 è il Centro di riferimento ECMO per la gestione avanzata dell'insufficienza respiratoria pediatrica ed è uno dei Centri nazionali dotati di un ECMO Mobile Unit dedicata al trasporto pediatrico, che permette di sottoporre il paziente direttamente a bordo, alla tecnica di ossigenazione extra corporea a membrana.

L’Ospedale San Carlo di Potenza è il centro nascita più importante della Basilicata con circa 1500 nascite l’anno, destinate ad aumentare per la chiusura dei piccoli ospedali vicini. “La presenza del personale del Bambino Gesù in una regione come la Basilicata nella prospettiva del miglioramento delle prestazioni sanitarie, ha contribuito in questo caso al compimento di un trattamento singolare realizzabile attraverso mezzi speciali di soccorso”, si legge nella nota. Che conclude: “La collaborazione tra diverse professionalità, i neonatologi del Bambino Gesù di Roma e l’equipe di specialisti della Tin del “San Carlo”, già sperimentata in circostanze simili per un bimbo salvato con il trattamento dell’Ipotermia Terapeutica, ha permesso di offrire il collegamento diretto, necessario come in questo caso, per salvare la vita di un neonato”.

29 Giugno 2015

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