Lazio. Ares 118: è sempre ‘emergenza’

Lazio. Ares 118: è sempre ‘emergenza’

Lazio. Ares 118: è sempre ‘emergenza’
Le elisuperfici non si riescono a realizzare, gli ospedali non hanno posti letto e quindi i pazienti restano in barella in attesa come l’ambulanza e per risolvere la carenza di mezzi e uomini ci si affida a convenzioni private. Queste alcune delle tematiche relazionate in commissione Sanità, presieduta da Alessandra Mandarelli, da parte del Dg dell’Ares 118 Antonio De Santis e dei sindacati Cgil e Ugl.

Dapprima i rappresentati sindacali hanno relazionato sulla carenza di ambulanze nel territorio laziale (186 disponibili su 225 previste dalla normativa) e sulle scarse garanzie per il cittadino determinate dal ricorso dell'Ares a privati e associazioni di volontariato per la gestione di una porzione consistente (soprattutto a Roma) degli interventi.
Sono state presentate anche delle tabelle riassuntive sulla carenza di personale e sull'allungamento dei tempi di soccorso alla luce della progressiva chiusura dei presidi di Pronto soccorso di Bracciano, Monterotondo, Acquapendente, Civita Castellana, Montefiascone, Sezze, Ceccano, Anagni e Ceprano.

È stata quindi la volta dei consiglieri regionali presenti all'incontro, che hanno puntato il dito soprattutto sullo stato di attuazione del programma di elisoccorso e sul problema delle ambulanze inutilizzate per ore per la mancata accettazione del paziente nelle strutture ospedaliere, oggetto di una recente inchiesta giornalistica televisiva.

A questo punto vi è stata la replica del direttore generale De Santis. Vocazione pubblica dell’Ares. "Mi preme ribadire in questa sede la nostra vocazione pubblica, chiarendo la natura delle convenzioni che vedono il servizio 118 affidato talvolta a personale esterno all'azienda che dirigo. Con la Croce Rossa Italiana – ha spiegato – esistono al momento cinque convenzioni, tra l'altro in scadenza a giugno. Non ho alcun motivo per non ritenere soddisfacente, per la Regione quanto per il cittadino, il tipo di rapporto instaurato, che dà ampie garanzie sia in termini di professionalità che di tempi di intervento. Sono in essere, inoltre, convenzioni con Onlus individuate attraverso bando pubblico, con riferimento ad un apposito registro di associazioni idonee da me ereditato dalle passate gestioni. Anche in questo caso – ha puntualizzato De Santis – i mezzi e il personale in convenzione devono soddisfare precisi requisiti e sono soggetti a rigorose e documentate ispezioni, talvolta anche di concerto con i Nas. In casi di urgenza, segnalando in un apposito documento le motivazioni, ci può essere il ricorso a soggetti privati, ma in tali circostanze agiamo unicamente a tutela del cittadino, garantendo il diritto costituzionale a ricevere le cure necessarie".
L’elisoccorso fatica ‘decollare’. "Rispetto al servizio di elisoccorso – ha poi detto il direttore generale – stiamo riscontrando notevoli difficoltà per la realizzazione delle elisuperfici previste, a causa di vincoli paesaggistici, urbanistici, se non archeologici. Una volta a regime, siamo certi che il ricorso all'elicottero ridurrà di molto i tempi di trasporto dei pazienti provenienti dalle zone più lontane dalla Capitale, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore traffico veicolare".
Il blocco delle ambulanze nei Ps. L'ultimo aspetto toccato dalla relazione di De Santis ha riguardato il blocco forzato delle ambulanze all'esterno dei Pronto soccorsi: "Diversamente da quanto è sembrato emergere dall'inchiesta giornalistica andata in onda su Raitre, tale circostanza non è dovuta alla mancanza di barelle all'interno del pronto soccorso e quindi dalla mancata restituzione della barella stessa alle nostre ambulanze. Il nostro personale non sta depositando un pacco, in quei frangenti, ma una vita umana, e la legge stabilisce in questi casi il principio del trasferimento dell'onere di garanzia: ovvero, possiamo andare via solo nel momento in cui il paziente da noi autotrasportato viene effettivamente preso in carico dalla struttura ricevente. Per essere chiari: non potremmo andare via anche nel caso in cui ci fossero cento barelle ma nessun medico a prendersi cura del paziente arrivato in ospedale tramite 118". L'intervento di De Santis è stato giudicato positivamente sia dalla presidente Alessandra Mandarelli che dall'esponente del Partito Democratico in commissione, Francesco Dalia.

23 Marzo 2011

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