L’alimentazione nelle Rsa. Un problema sottovalutato

L’alimentazione nelle Rsa. Un problema sottovalutato

L’alimentazione nelle Rsa. Un problema sottovalutato
Nonostante la Toscana abbia adottato già dal febbraio 2008 la Buona pratica per la prevenzione e gestione del rischio nutrizionale e, nonostante la valutazione del rischio nutrizionale sia requisito di accreditamento per le strutture sanitarie, ancora oggi in Toscana, come nel resto d’Italia, il processo assistenziale della nutrizione rimane un aspetto sottovalutato. Se non addirittura un “non problema”

Gentile Direttore,
in relazione al dibattito apparso su Quotidiano Sanità sui processi assistenziali attivati o da attivarsi nelle Residenze sanitarie assistenziali Rsa, l’Associazione nazionale dietisti – Andid –  intende proporre una riflessione su un aspetto tanto significativo quanto sottovalutato dell’assistenza fornita in queste strutture,quale la gestione del processo assistenziale della nutrizione

Nonostante la Regione Toscana abbia adottato già dal febbraio 2008, con uno specifico atto deliberativo, la Buona pratica per la prevenzione e gestione del rischio nutrizionale (elaborata proprio in collaborazione con i dietisti Andid) e, nonostante la valutazione del rischio nutrizionale sia requisito di accreditamento per le strutture sanitarie, ancora oggi in Toscana, come nel resto d’Italia, il processo assistenziale della nutrizione rimane un aspetto sottovalutato, più spesso considerato un “non problema” o una mera questione di “comfort ambientale”.

Così, ancora troppe persone vulnerabili continuano ad aggravare la propria condizione di salute a causa di una alimentazione insufficiente o inappropriata o per la difficoltà di ricorrere ad una terapia dietetica o ad un supporto nutrizionale orale o artificiale.

A tale proposito, desideriamo inoltre evidenziare come  la  malnutrizione nelle Residenze sanitarie – toscane e non – continui ad essere oggetto di ricerche che niente aggiungono a ciò che già non si  conosca, limitate a dati di prevalenza o incidenza della malnutrizione o, ancora, finalizzate a dimostrare l’affidabilità – peraltro già ampiamente accertata in numerosi altri studi a partire dagli anni ’80 – di questo o quest’altro metodo per la valutazione del rischio nutrizionale, senza mai giungere ad  indicazioni  su  strategie terapeutiche  nutrizionali di dimostrata efficacia, capaci di determinare miglioramenti nell’assistenza.

La conoscenza e l’applicazione della Buona pratica per la prevenzione e gestione del rischio nutrizionale deliberata dalla Regione Toscana, anche nelle Rsa, andrebbe appunto nella direzione di migliorare lo stato nutrizionale degli anziani istituzionalizzati riducendo il rischio di ospedalizzazioni reiterate e di ulcere da pressione e migliorare il tono dell’umore. In sintesi, un intervento dietetico nutrizionale, attuato da un dietista esperto contribuirebbe al miglioramento della qualità di vita di questi anziani, riducendo i costi sostenuti dal sistema sanitario.

Anche alla luce dei dati presenti nel report conclusivo del Progetto ministeriale Ccm “Il monitoraggio della qualità dell’assistenza in Rsa” –  (Ars Toscana, 2012),  per il quale la Toscana è stata regione capofila,  dobbiamo ancora una volta constatare come i livelli di conoscenza e la consapevolezza del problema malnutrizione fra gli operatori delle Rsa restino ad oggi assai deboli, così come la terapia dietetico-nutrizionale non riesce a trovare adeguato e opportuno riconoscimento all’interno della spesa sanitaria e sociale.

Considerato inoltre che la maggior parte delle Rsa – come riportato nel documento sopra citato – ricorre a dietisti/medici nutrizionisti esclusivamente per singoli problemi di salute e soprattutto non in modo continuativo, Andid auspica fortemente che il trattamento della malnutrizione sia inserito nei Lea delle prestazioni riconducibili al dietista e che la figura del dietista venga ricompresa stabilmente nel team multi professionale presente nelle Rsa.

Ersilia Troiano

Presidente nazionale dell’Andid

Bibliografia

1.     Buone pratiche per la sicurezza del paziente GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO

2.     Attestazione buone pratiche, integrazione alla DGR 267/2007

3.     DGR 135 del 25/0272008 + Allegato A “ Schede Tecniche”

4.     Progetto Ministeriale CCM “Il monitoraggio della qualità dell’assistenza in RSA”, ARS Toscana, 2012

Ersilia Troiano

02 Ottobre 2015

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