Lombardia. Bresciani: “Costruire una rete regionale per l’infanzia”

Lombardia. Bresciani: “Costruire una rete regionale per l’infanzia”

Lombardia. Bresciani: “Costruire una rete regionale per l’infanzia”
L’assessore regionale alla Sanità è intervenuto oggi a Milano al III workshop internazionale Trauma in età pediatrica, illustrando il progetto di un centro specialistico dedicato alla maternità che aspiri ad essere “un polo di richiamo non solo nazionale ma anche internazionale”.

"Auspico che anche nella nostra Regione si arrivi presto alla creazione di un centro specialistico multidisciplinare dedicato alla maternità e all'infanzia, che possa diventare un polo di richiamo non solo nazionale ma anche internazionale". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani, intervenendo, oggi a Milano, al III workshop internazionale 'Trauma in età pediatrica'. "Questa nuova organizzazione materna infantile – ha spiegato Bresciani – dovrà assumere una funzione di rete regionale in cui si inserisce un trauma center pediatrico specialistico, interdipendente e multidisciplinare". "L'organizzazione del trauma center – ha proseguito – è la logica conseguenza dell'evoluzione della prima tappa fondamentale, che è stata l'Emergenza Urgenza organizzata dall'Areu in Lombardia".

L'assessore ha inoltre ricordato la collaborazione in atto tra la Chirurgia pediatrica della Fondazione Cà Granda e quella del Red Cross di Cape Town, che inizia nel 2004 con un progetto di gemellaggio triennale sul trattamento chirurgico dei pazienti pediatrici affetti da HIV. "Lo scambio di esperienze culturali che emerge dalla collaborazione sanitaria fra diverse strutture – ha commentato – è un'esperienza unica e importantissima, che porta ricchezza a entrambi i soggetti coinvolti: una forma di sussidiarietà orizzontale, che è la ricchezza del nostro sistema sanitario, in cui gioca un ruolo importantissimo anche il Terzo Settore".  Nel 2009 un nuovo progetto biennale tra Cà Granda e Red Cross di Cape Town, rivolto al miglioramento della gestione del follow-up dei neonati trattati chirurgicamente per malformazioni congenite, ha portato alla creazione di una struttura dedicata sia presso il centro ospedaliero sia presso le township territoriali sudafricane, con l'effettuazione di stage di personale medico e sanitario del Red Cross presso la struttura lombarda; un progetto dal costo di 150.000 euro di cui 10.000 donati dall'Associazione Cieli Azzurri. "Tra i risultati ottenuti con la collaborazione in Sudafrica – ha concluso Bresciani – ricordo la formazione di un medico chirurgo pediatrico per la gestione dell'attività clinica ambulatoriale e di un infermiere per l'assistenza e la raccolta e archiviazione dei dati e la realizzazione di 3 ambulatori nella maggiore Township di Khayelitsha e in quelle di Langa e Nyanga. Nel 2010 è stato realizzato inoltre, presso la Fondazione, un workshop internazionale, che ha visto la partecipazione di 145 iscritti".
 

04 Aprile 2011

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