Piemonte. Travia (Fedir Sanità): “Tradita la promessa di coinvolgere i sindacati nella discussione degli atti aziendali”

Piemonte. Travia (Fedir Sanità): “Tradita la promessa di coinvolgere i sindacati nella discussione degli atti aziendali”

Piemonte. Travia (Fedir Sanità): “Tradita la promessa di coinvolgere i sindacati nella discussione degli atti aziendali”
 Questo il commento del segretario nazionale del sindacato rappresentativo della dirigenza professionale e amministrativa del Ssn. Dopo le proteste la Regione ha convocato i sindacati per il 19 ottobre. Convocazione giudicata dal sindacato "troppo tardiva e, forse, fatta solo per calmare gli animi dato che entro 15 giorni al massimo la partita degli atti aziendali dovrà essere chiusa".

“Quello che sta accadendo alla Sanità piemontese ha dell’incredibile. Solo oggi, infatti, dopo le proteste e le varie sollecitazioni delle organizzazioni sindacali e il clamore mediatico la Regione ha convocato i sindacati per il 19 ottobre. Convocazione troppo tardiva e, forse, fatta solo per calmare gli animi dato che entro 15 giorni al massimo la partita (compresa la nuova deliberazione da parte delle Asl/Aso delle osservazioni regionali) degli atti aziendali dovrà essere chiusa definitivamente con il loro invio a Roma”. Questo il commento del segretario nazionale di Fedir Sanità, sindacato rappresentativo della dirigenza professionale e amministrativa del Ssn, Antonio Travia, che contesta la promessa, tradita, ai sindacati di coinvolgerli nella discussione sugli atti aziendali.

“Un dato è certo: i Direttori Generali delle aziende sanitarie piemontesi hanno usato nella individuazione delle strutture tecnico amministrative la fantasia più sfrenata sia per funzioni assegnate sia per complessità e perfino per denominazione degli uffici. Non comprendiamo proprio come l’autonomia organizzativa possa giustificare differenze così macroscopiche fra gli uffici delle varie Asl/Aso che dovranno occuparsi (tutte sostanzialmente in egual modo) della gestione del personale, del bilancio, del provveditorato piuttosto che dei lavori. Perfino nella denominazione delle strutture è insita la confusione organizzativa che discenderà da tanta fantasiosa autonomia”, commenta Travia.

La questione si è aperta nel lontano 27 luglio scorso. In quella data, infatti, il direttore regionale alla Sanità, Fulvio Moirano, aveva convocato tutte le organizzazioni sindacali della dirigenza medica ed amministrativa per definire le linee guida per la redazione degli atti aziendali. Lo stesso Moirano si era solennemente impegnato a successivi incontri con le organizzazioni sindacali per valutare tutte le eventuali osservazioni agli atti definiti dai direttori generali delle Asl/Aso. Puntuali i tempi promessi per gli incontri: entro i primi dieci giorni di ottobre un confronto con le parti sindacali prima dell’approvazione regionale degli atti stessi.
 
“Invece – afferma Travia – nulla di tutto questo e’ avvenuto. La Regione ha contestato nei primi cinque giorni di ottobre numerosi atti aziendali senza ascoltare, come promesso, prima i sindacati ed ignorando del tutto la nostra tempestiva richiesta di incontro del 1° ottobre scorso che ribadiva puntualmente le criticità presenti negli atti aziendali proposti dalla varie aziende sanitarie. A questo punto la convocazione del 19 non torna. Se infatti entro il 21 ottobre, come dichiarato a luglio da Moirano, gli atti aziendali dovranno partire per Roma come sarà possibile apportare agli stessi quelle variazioni che abbiamo richiesto fin da luglio e puntualmente ribadito con la nostra tempestiva richiesta del 1° ottobre? Dobbiamo ritenere che siano state accolte? Ad oggi non lo sappiamo. Il dubbio è che si voglia in realtà lasciare quanto fantasiosamente deciso dai direttori generali delle Asl/Aso rispetto a strutture ed uffici ritagliati su misura per alcuni e che mettano invece fuori gioco altri. Il Ssr Piemonte è già stato messo a dura prova negli assetti organizzativi con l’assurda e fallita esperienza delle Federazioni Sovrazonali Sanitarie che Fedir Sanità ha per prima combattuto con tutte le sue forze e per la quale sembra che la Corte dei Conti sta accertando diversi milioni di euro di danni. Non possiamo sostenere altro caos organizzativo con gli sprechi che ne conseguono”. 

10 Ottobre 2015

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