Abruzzo. Asl 1. Rete oncologica sposta l’asse sul territorio. Per 278 pazienti cure non più in ospedale, ma vicino casa

Abruzzo. Asl 1. Rete oncologica sposta l’asse sul territorio. Per 278 pazienti cure non più in ospedale, ma vicino casa

Abruzzo. Asl 1. Rete oncologica sposta l’asse sul territorio. Per 278 pazienti cure non più in ospedale, ma vicino casa
L'iniziativa è stata lanciata un anno fa e ha interrotto il pendolarismo del dolore, con mobilitazione di familiari e molte ore perdute nei trasferimenti verso il capoluogo regionale. Il progetto sarà prorogato per altri tre anni. Il perno è rappresentato dagli ambulatori oncologici dove si fanno prevalentemente visite periodiche di controllo sui malati ma anche prevenzione.

Nell’area di L’Aquila sono 278 i pazienti oncologici (un terzo del totale complessivo) ‘spostati’ in pochi mesi dagli ospedali ai distretti sanitari, vicino o nel luogo di residenza, senza più pendolarismi che generano disagio, sofferenza ed esborso di denaro per i controlli periodici di pazienti oncologici. Questo il risultato dell'esperienza pilota sviluppata dall'unità di assistenza territoriale oncologica, nell'ambito della Rete oncologica aziendale della Asl 1, istituita in via provvisoria appena un anno fa, che si è guadagnata la riconferma per altri 3 anni di attività.

Questo tipo di organizzazione, impostata all’interno della Rete oncologica della Asl 1, in pochi mesi ha centrato due obiettivi: drastica riduzione delle visite oncologiche in ospedale, alleggerendone i carichi di lavoro e, per una parte rilevante dei malati di tumore, assistenza assicurata dall’ambulatorio vicino a casa e non più nei presidi ospedalieri. Quest’ultimo è un aspetto da non trascurare perché, a livello psicologico, sul paziente pesa molto il fatto di doversi curare all’interno di un ospedale anziché in una struttura diversa come l’ambulatorio, per di più a due passi da casa. Ciò è stato possibile grazie all’apertura degli ambulatori oncologici nei distretti sanitari di L’Aquila (dal marzo scorso, all’ex Onpi), ad Avezzano (dal giugno scorso, in via Monte Velino) e a Sulmona (in viale Mazzini, sempre a giugno).

Ambulatori dove si fanno prevalentemente visite periodiche di controllo sui malati ma anche prevenzione. Una scommessa lanciata un anno fa dalla Direzione della Asl che va nella direzione tracciata a livello nazionale e regionale: spostare l’assistenza dall’ospedale (da utilizzare solo per i casi acuti e quindi più gravi) al territorio (appunto i distretti). Nel giro di appena 3 mesi, tramite l’apertura degli ambulatori oncologici territoriali, la Rete oncologica aziendale, il cui referente è Enrico Ricevuto, ha già consentito a 47 pazienti oncologici, residenti nei comprensori di Avezzano e Sulmona, di essere seguiti nei luoghi dove vivono, senza dover più raggiungere l’ospedale di L’Aquila. Stop al pendolarismo del dolore, con mobilitazione di familiari e molte ore perdute nei trasferimenti verso il capoluogo regionale.

I 47 malati di Marsica e Valle Peligna rientrano nel totale dei 278 pazienti (in cui sono compresi anche quelli seguiti dall’ambulatorio di L’Aquila) che, in virtù del nuovo modello organizzativo, sono stati indirizzati, in tutta la Provincia, dall'ospedale San Salvatore di L'Aquila all’area o al territorio di residenza. Inoltre, a distanza di un anno dall’attivazione della rete oncologica, è stato centrato un altro risultato molto importante: essere già riusciti a fare, nei nuovi ambulatori oncologici dei distretti, la metà delle visite periodiche di controllo che, senza la nuova organizzazione, sarebbero state effettuate esclusivamente all'ospedale San Salvatore di L'Aquila. Più risultati, tutti rilevanti, che costituiscono un vero punto di svolta in Abruzzo nella gestione dei malati di tumore, con la prospettiva di poter consolidare al meglio i traguardi già raggiunti.

“La condivisione di questa organizzazione da parte degli oncologi delle unità oncologiche degli ospedali di Avezzano, Sulmona e L’Aquila”, dichiara Ricevuto, “potrà' rafforzare questi risultati attraverso un lavoro di insieme i cui effetti daranno vantaggi ancora maggiori ai pazienti e miglioreranno il lavoro delle strutture ospedaliere nella gestione di queste patologie. I reparti ospedalieri sono infatti fondamentali per proseguire un lavoro appena iniziato ma che ha già dato ottimi riscontri, ben oltre le aspettative”.
 

20 Ottobre 2015

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