Veneto. Tumori al seno: ogni anno oltre 4000 nuovi casi

Veneto. Tumori al seno: ogni anno oltre 4000 nuovi casi

Veneto. Tumori al seno: ogni anno oltre 4000 nuovi casi
Nella Regione almeno 47.000 donne hanno convissuto con questa patologia. Ogni anno vengono eseguite 200.000 mammografie e praticate 3.000 mastectomie. Sono stati questi i numeri ricordati dall’assessore alla Sanità, Luca Coletto, all’interno del convegno “Il tumore al seno, nuove prospettive di guarigione nel racconto delle donne”, tenutosi a Schio per iniziativa di “Leonardo Cultura Medica e Arte Onlus”.

Ogni anno in Veneto si registrano oltre 4.000 nuovi casi di tumore alla mammella, pari a circa il 15% di tutte le neoplasie diagnosticate; 3.000 sono le mastectomie che vengono praticate annualmente. Nel solo Veneto vivono almeno 47.000 donne che nella loro esistenza hanno avuto a che fare con questa patologia. Fa tuttavia registrare numeri importanti l’attività di screening che intercetta quasi 3 venete ogni 4 chiamate nell’età a rischio (50-70 anni) con circa 200.000 mammografie eseguite ogni anno.

Sono stati questi dati a fare da sfondo all’intervento dell’assessore alla Sanità, Luca Coletto, al convegno “Il tumore al seno, nuove prospettive di guarigione nel racconto delle donne”, tenutosi a Schio (Vicenza) per iniziativa di “Leonardo Cultura Medica e Arte Onlus”.
“Per il sistema sanitario veneto – ha sottolineato Coletto – la lotta al tumore, ed in particolare a quello al seno con le sue mille implicazioni umane, psicologiche e sociali e con il suo impatto sulla vita di una donna, è una priorità assoluta, da combattere prima con la prevenzione, poi con la cura, ed infine con una presa in carico a 360 gradi della donna-paziente, che non va abbandonata dopo la fase acuta, ma assistita ed accompagnata lungo tutto il suo percorso attraverso e dopo la malattia”. “Ma tale percorso – ha aggiunto– perde di significato se non avviene all’interno delle comunità, con la loro partecipazione attiva e con il loro protagonismo”.

Resta dunque di fondamentale importanza il ruolo attivo delle associazioni. “Nessuna programmazione od organizzazione sanitaria – ha concluso – potrà mai sostituire questo genere di risorse, ma potrà e dovrà utilizzarlo al meglio assumendone i valori più positivi, supportandone attività e strumenti ed integrandoli con le proprie iniziative”.
 

11 Aprile 2011

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