San Luigi Gonzaga di Orbassano. Il 27 novembre il convegno ‘Farmacologia e Medicina di Genere’

San Luigi Gonzaga di Orbassano. Il 27 novembre il convegno ‘Farmacologia e Medicina di Genere’

San Luigi Gonzaga di Orbassano. Il 27 novembre il convegno ‘Farmacologia e Medicina di Genere’
Le donne consumano più farmaci degli uomini, associandoli, per altro, più frequentemente. Si può e si deve, dunque, parlare a buon diritto di "Farmacologia di Genere". Il corpo maschile, infatti, metabolizza i farmaci in modo diverso da quello femminile e si suppone che in alcuni casi il farmaco abbia addirittura un meccanismo d'azione diverso nei due sessi. 

Le donne vivono più a lungo degli uomini, si ammalano di più, usano di più i servizi sanitari e vivono un maggior numero di anni in cattiva salute. Un dato di fatto, ormai, su cui non è più possibile chiudere un occhio. Gli uomini e le donne, dunque, pur essendo mediamente colpiti dalle medesime patologie, presentano sintomi, progressione di malattia e risposta ai trattamenti decisamente diversi tra loro. Tale differenza, inoltre, non è misurabile solamente in termini generici, quando si parla di salute. Ad essere influenzate da tale disparità tra sessi, sono anche discipline specifiche, quali ad esempio, la farmacologia. Di questo e non solo si parlerà al San Luigi.

Per molto tempo, erroneamente, si è continuato a sostenere, infatti, che non esistessero differenze importanti nel metabolismo dei farmaci in base al sesso e che le risposte ai trattamenti, riscontrate come differenze sesso-dipendenti, fossero tali da non richiedere aggiustamenti terapeutici. Fino ai primi anni '90 le donne erano escluse dagli studi clinici, e, pertanto, fino a poco più di vent'anni fa, le uniche conoscenze in ambito di farmacocinetica, farmacodinamica, efficacia e sicurezza dei trattamenti erano riferite ad organismi di sesso maschile. Ciclo mestruale? Gravidanza? Allattamento? Menopausa? Tutti fattori confondenti da eliminare, per rendere più puliti ed omogenei gli studi.

Eppure anche le donne assumono farmaci, eccome. Anzi, dati alla mano, le donne ne consumano di più degli uomini, associandoli, per altro, più frequentemente. Si può e si deve, dunque, parlare a buon diritto di "Farmacologia di Genere". Il corpo maschile, infatti, metabolizza i farmaci in modo diverso da quello femminile e si suppone che in alcuni casi il farmaco abbia addirittura un meccanismo d'azione diverso nei due sessi.
L'ambito è vasto, dunque, ed ancora in parte da esplorare, ed eventi quale quello che si tiene al San Luigi servono a diffondere le conoscenze sulla problematica. Ciò che manca, ancora, però, è l'applicazione della medicina di genere alla realtà clinica, e non solo in termini farmacologici. Se ciò non avverrà sarà impossibile arrivare all'equità della cura tra uomo e donna, relegando le donne, per altro, a trattamenti sempre in parte approssimativi e, per certi versi, poco appropriati.
 

23 Novembre 2015

© Riproduzione riservata

Toscana. Nuove linee guida per il sopporto alle famiglie colpite da lutto perinatale
Toscana. Nuove linee guida per il sopporto alle famiglie colpite da lutto perinatale

La Regione Toscana ha deciso di ridefinire l’assistenza offerta in caso di lutto immediatamente prima o dopo una nascita. La scelta, spiega la Regione in una nota nasce da una...

Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici
Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici

Nuova iniziativa della Regione Veneto per rendere più attrattiva la professione di Medico di Medicina Generale. Su proposta dell’Assessore alla Sanità, Gino Gerosa, la Giunta regionale, riunitasi oggi sotto la...

Revoca bando UPO. Bottino (Acoi): “Segnale di responsabilità. Chiamate accademiche e incarichi assistenziali restino distinti”
Revoca bando UPO. Bottino (Acoi): “Segnale di responsabilità. Chiamate accademiche e incarichi assistenziali restino distinti”

L’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi) accoglie con favore la decisione dell’Università del Piemonte Orientale di revocare in autotutela il bando per un posto di professore associato di Chirurgia generale. “È...

Chiamata Chirurgia generale, Università Piemonte Orientale ritira il bando. Vince la trasparenza, un esempio da seguire
Chiamata Chirurgia generale, Università Piemonte Orientale ritira il bando. Vince la trasparenza, un esempio da seguire

Gentile Direttore,l’Università del Piemonte Orientale ha revocato, con decreto rettorale n. 116839 del 14 luglio scorso, il bando di chiamata per un posto di professore associato di Chirurgia generale, a...