Orario di lavoro. Ipasvi di Chieti: “Rivedere organici degli infermieri per garantire standard assistenziali”

Orario di lavoro. Ipasvi di Chieti: “Rivedere organici degli infermieri per garantire standard assistenziali”

Orario di lavoro. Ipasvi di Chieti: “Rivedere organici degli infermieri per garantire standard assistenziali”
Il presidente dell'Ipasvi di Chieti, Giancarlo Cicolini, evidenzia come si tratti “di personale sanitario già decimato dal blocco del turn over, deciso in nome della spending review, che ha comportato turni massacranti per garantire i servizi". Si rischiano "gravi ripercussioni sia sui professionisti sia sugli assistiti”.

“L’applicazione della Direttiva 93/104/Ce, che prevede il rigoroso rispetto dei turni di lavoro e di riposo per il personale sanitario delle strutture pubbliche, rappresenta l'occasione per riformulare le piante organiche in Abruzzo e non mettere a rischio la salute dei cittadini. Ovviamente, si tenga presente che, tra i professionisti sanitari, sono gli infermieri la componente maggiormente in difficoltà nelle nostre strutture regionali”. E’ questo l'invito alle istituzioni che governano la sanità abruzzese da parte di Giancarlo Cicolini, presidente dell'Ipasvi di Chieti, la Federazione che rappresenta i 3.400 infermieri attivi nella provincia.

“Parliamo – evidenzia Cicolini di personale sanitario già decimato dal blocco del turn over, deciso in nome della spending review, che ha comportato turni massacranti per garantire i servizi. Il mancato adeguamento degli organici porta a gravi ripercussioni sia sui professionisti sia sugli assistiti: numerosi studi, pubblicati su prestigiose riviste internazionali (Lancet, JAMA, American Journal of Critical Care, BMJ, International Journal Nursing Studies), hanno messo in evidenza i rischi associati all'eccessivo carico di lavoro. Disturbi del sonno, problemi digestivi, stress, aumento di peso, malattie dell’apparato gastroenterico, effetti sulla sfera psicoaffettiva e disturbi cardiovascolari con un aumento del 40% del rischio di malattie coronariche sono quelli maggiormente riscontrati tra gli operatori sanitari”.

Ma il problema principale, sottolinea il presidente dell'Ipasvi, è per la sicurezza degli utenti: “Turni oltre le 12 ore, fanno aumentare sia la probabilità che si verifichino degli errori sia il numero stesso degli errori commessi. Riguardo alla carenza di infermieri, si è evidenziato come ogni paziente aggiunto al carico di lavoro infermieristico comporti un aumento del 7% nella mortalità dei pazienti”.

Per questo, secondo il presidente dell’Ipasvi di Chieti, l’immediato adeguamento agli standard europei impone alle Aziende sanitarie locali di assumere nuovo personale per ristabilire i livelli minimi di organico. “Ciò eviterebbe di lasciare, nelle stesse condizioni di lavoro vissute finora, migliaia di infermieri dipendenti garantendo, inoltre, la possibilità di un futuro lavorativo per centinaia di professionisti disoccupati presenti sul nostro territorio. Ovviamente – rassicura Cicolini – stiano tranquilli i cittadini, gli infermieri non si tireranno mai indietro di fronte alle emergenze”.

25 Novembre 2015

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