Educatori professionali. Anep: “Ancora troppi ostacoli nel processo di riconoscimento e valorizzazione nostra professione”

Educatori professionali. Anep: “Ancora troppi ostacoli nel processo di riconoscimento e valorizzazione nostra professione”

Educatori professionali. Anep: “Ancora troppi ostacoli nel processo di riconoscimento e valorizzazione nostra professione”
Tra le principali criticità segnalate dall'Associazione le normative regionali che “sembrano mirare a salvaguardare il mercato formativo e non risolvono l'annosa questione del doppio canale universitario”. Ma anche la mancanza nei servizi, di una puntuale vigilanza circa la corretta applicazione dei contratti di lavoro.

L’Associazione nazionale educatori professionali (Anep), che ha riunito a Bologna il 30 e 31 gennaio sezioni regionali e Consiglio direttivo nazionale, accende i riflettori sul “perdurare di fattori – sottolinea una nota – che ostacolo il processo di riconoscimento, valorizzazione dell’educatore professionale nel percorso verso la figura unitaria nelle sue funzioni e formazione”.

In particolare i nodi che destano maggiori preoccupazioni sono:
►La presenza di normative regionali sull’accreditamento dei servizi che prevedono la possibilità che le funzioni educative nel campo dell'educazione non formale siano esercitate da professionisti non specifici e non unicamente da coloro che sono formati nelle classi di laurea SNT2 e L19 ovvero nei curricula in educazione professionale e sociale;

►La presenza di proposte normative che sembrano mirare a salvaguardare il mercato formativo e non risolvono l'annosa questione del doppio canale universitario nè tanto meno riconoscono la figura nelle sue specifiche funzioni;

►La volontà di alcune Regioni di istituire nuovi percorsi formativi regionali per la formazione figure pseudo-educative e l'inerzia delle Istituzioni nel completare il riconoscimento dei titoli e delle esperienze pregresse;

►La mancanza, nei servizi, di una puntuale vigilanza circa la corretta applicazione dei contratti di lavoro nonché la presenza di condizioni che non riconoscono il giusto valore delle prestazioni educative professionali.
 

02 Febbraio 2016

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