Lombardia. Decreto appropriatezza, la Fimmg incontrerà Maroni

Lombardia. Decreto appropriatezza, la Fimmg incontrerà Maroni

Lombardia. Decreto appropriatezza, la Fimmg incontrerà Maroni
Il segretario regionale del sindacato, Fiorenzo Corti, annuncia a Maroni sarà chiesto di intervenire, in sede di conferenza Stato Regioni, per “migliorare i contenuti scientifici e irrobustire i riferimenti di letteratura” del Decreto. Alla Regione sarà chiesto anche un impegno per valorizzare la specificità delle Cure Primarie della Lomabrdia al tavolo di negoziazione per il rinnovo dell’ACN.

“Presenteremo al Presidente le difficoltà  che i medici di famiglia lombardi dovranno affrontare quotidianamente nella loro attività professionale nell'applicazione dei contenuti del cosiddetto decreto appropriatezza e chiederemo che nella fase attuativa, in sede di conferenza Stato Regioni, la Lombardia intervenga per migliorarne i contenuti scientifici e irrobustirne i riferimenti di letteratura”. A dichiararlo è il segretario regionale di Fimmg Lombardia, Fiorenzo Corti, annunciando l’incontro in programma per il 9 febbraio, alle ore 10, tra il sindacato dei medici di famiglia e il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

"Ringraziamo il Presidente Maroni per la disponibilità dimostrata ad ascoltare  le nostre ragioni e le nostre proposte”, prosegue Corti, secondo il quale “indispensabile sarà un continuo confronto con la professione medica che dovrà avere un pieno coinvolgimento della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, organo ausiliario dello Stato a tutela della salute dei cittadini e della deontologia medica”.

Il segretario regionale di Fimmg Lombardia annuncia, infine, che a Maroni sarà chiesto “un maggiore impegno della nostra Regione al tavolo di negoziazione per il rinnovo dell’ Accordo Collettivo Nazionale, dove dovranno essere valorizzate le specificità delle Cure Primarie della Lombardia, con particolare riguardo alle campagne di prevenzione, alla gestione proattiva delle patologie croniche e alle cure domiciliari. Ricordiamo – conclude Corti – che ai medici  di famiglia lombardi (che danno lavoro a oltre 1000 collaboratori di studio e infermieri) si rivolgono con fiducia e quotidianamente  oltre 300.000 cittadini".

03 Febbraio 2016

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