‘Dopo di noi’. Via libera dalla Camera al ddl. Intevista a Elena Carnevali (Pd): “Importante passo in avanti in favore dei disabili gravi. Primo tassello per poter arrivare ai Liveas” 

‘Dopo di noi’. Via libera dalla Camera al ddl. Intevista a Elena Carnevali (Pd): “Importante passo in avanti in favore dei disabili gravi. Primo tassello per poter arrivare ai Liveas” 

‘Dopo di noi’. Via libera dalla Camera al ddl. Intevista a Elena Carnevali (Pd): “Importante passo in avanti in favore dei disabili gravi. Primo tassello per poter arrivare ai Liveas” 
"Ci siamo fatti carico delle persone con più esigenze. Questo disegno di legge si poggia su una forte 'gamba pubblica' che ha destinato 180 mln nel triennio. Ma non possiamo dimenticare che siamo di fronte ad un sistema di sussidiarietà orizzontale, nel nostro Paese c'è un associazionismo fortemente radicato che va sostenuto nell'offerta di servizi ai più deboli". Così la relatrice di maggioranza ha commentato l'approvazione del provvedimento. IL TESTO

"Sono molto soddisfata. Questa approvazione è il coronamento di 18 mesi appassionati". Così la relatrice di maggioranza, Elena Carnevali (Pd), ha commentato a Quotidiano Sanità l'approvazione da parte dell'Aula della Camera, con 374 voti favorevoli e 75 contrari, del disegno di legge sul 'Dopo di noi', in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare. Un testo che ha raccolto, però, le dure critiche del M5s: “Il pubblico abdica al suo ruolo in favore dei privati e delle assicurazioni". Il provvedimento passa ora al Senato.
 
On. Carnevali, è soddisfatta per l'approvazione?
Sono molto soddisfatta per l'esito del voto e per l'ampia maggioranza con la quale l'Aula ha promosso il testo. Si tratta del coronamento di 18 mesi appassionati che sono serviti a rendere il provvedimento più aderente alla cultura che sta permeando il mondo dell'associazionismo. L'obiettivo ultimo rimane quello di arrivare alla definizione di quei Livelli essenziali di assistenza sociale (Liveas) previsti dalla legge 328/2000. Al momento, per motivi di sostenibilità economica, non possiamo ancora garantire la loro piena applicazione. Questo disegno di legge è un primo importante tassello con il quale inteveniamo per dare risposte alle quelle problematiche legate alla disabilità intellettiva e cognitiva sulle quali in Italia esiste un vero e proprio orfanato. Probabilmente il mondo dell'associazionismo si aspettava qualcosa in più per i progetti di vita indipendente. Su questo punto senza dubbio dovremo tornare ad intervenire in futuro.
 
Quali sono state le modifiche principali introdotte dagli emendamenti approvati in aula?
In tema di amministratore di sostegno abbiamo sottolineato come la presa in carico di queste persone comporti progetti necessariamente dinamici che quindi possano mutare a seconda delle eigenze dei loro familiari oltre che dei disabili stessi. Abbiamo poi volutamente tolto ogni possibil riferimento alle strutture in residenze. Deve essere chiaro che i fondi istituiti non serviranno per costruire nuovi istituti. È stato inoltre inserito il termine "potenziare i percorsi di deistituzionalizzazione", per dire in maniera chiara 'no' ad ogni tipo di segregazione e isolamento delle famiglie. E ancora, i 90 mln annui già previsti dalla legge di stabilità per il 2016 saranno tutti interamente dedicati al fondo pubblico. Smentiamo così quelle parole irresponsabili rivolte da alcuni esponenti del Movimento 5 stelle al mondo dell'associazionismo e del Terzo settore.
 
A tal proposito, come risponde alle dichiarazioni del M5s sul servizio pubblico che con questa legge abdica al suo ruolo nel sostegno ai disabili gravi per elargire finanziamenti in favore di privati e assicurazioni?
Come ho già detto, i 90 mln di euro per il 2016 saranno interamente destinati al fondo pubblico. Sarà il Governo a definire gli obiettivi di servizio con un decreto da emanare entro sei mesi, a quel punto le risorse saranno trasferite alle Regioni. Si tratta di risorse pubbliche destinate a progetti pubblici di assistenza. Questa legge poggia su una forte "gamba" pubblica ma non possiamo dimenticare o ignorare che siamo di fronte ad un sistema di sussidiarietà orizzontale. Nel nostro Paese abbiamo la forte presenza di un associazionismo radicato che va sostenuto e agevolato nell'offerta di servizi ai più deboli. Lo Stato interviene in tutti i settori con agevolazioni, finanziamenti e detassazioni, perché non dovrebbe farlo anche nei confronti delle associazioni che operano in questo settore?
 
Una nota dei tecnici del Dipartimento finanze ha gettato l'allarme sul possibile mancato gettito derivante dall'attuazione delle norme previste dalla legge. Condivide queste preoccupazioni?
Assolutamente no. Innanzitutto, come già stabilito dalla legge di stabilità, parliamo di un fondo di 180 mln in 3 anni. Le agevolazioni per le assicurazioni e i trust sono previste solo a partire dal 2017. Capisco le esigenze della ragioneria dello Stato quando si parla di misure che impattano sulla finanza pubblica ma credo che ci sia stato un impatto sovrastimato di queste misure. Non a caso abbiamo approvato un emendamento all'articolo 8 nel quale si spiega, che la relazione annuale sullo stato di attuazione della legge che si dovrà trasmettere alle Camere, dovrà illustrare anche l'effettivo andamento delle minori entrate derivanti dalle disposizioni, anche al fine di evidenziare gli eventuali scostamenti rispetto alle previsioni. I risparmi verranno in ogni caso destinati alla parte pubblica.
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

04 Febbraio 2016

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