Costi standard. Fazio: “Con l’e-health criteri di Riparto più accurati”

Costi standard. Fazio: “Con l’e-health criteri di Riparto più accurati”

Costi standard. Fazio: “Con l’e-health criteri di Riparto più accurati”
Fascicolo sanitario elettronico, ricette online, telemedicina e informatizzazione delle Asl. Secondo il ministro della Salute sono questi strumenti che permetteranno, in futuro, di “avere dati più dettagliati del quadro epidemiologico nazionale su cui stabilire criteri di Riparto del Fsn sempre più equi”.

“Fino a qualche anno fa, dal punto di vista dell’informatizzazione in sanità, eravamo agli ultimi posti in Europa, ma in tre anni abbiamo fatto grossi passi in avanti e ora siamo ai primi posti anche sotto questo aspetto”. Lo ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio, intervenuto oggi al Forum Pa in corso a Roma, all’interno del convegno “Federalismo e costi standard: il caso della sanità”. “Su tutto il territorio nazionale – ha proseguito il ministro – grazie alla collaborazione tra il nostro ministero e quello della Pubblica amministrazione e Innovazione, ci stiamo avviando ad essere tra i primi in Europa anche per ciò che riguarda l’e-health”. E proprio dall’adozione di misure quali il fascicolo sanitario elettronico, le ricette online, la telemedicina e l’informatizzazione delle Asl, potranno in un prossimo futuro venire dei “sempre più precisi criteri di ripartizione per il Fondo sanitario nazionale”. Perché questi mezzi, ha precisato il ministro, “ci permetteranno di avere un quadro epidemiologico nazionale più completo e dettagliato, grazie al quale ottenere criteri di riparto maggiormente equi”.
A margine dell’incontro il ministro ha infine commentato l’andamento “soddisfacente” dei Piani di rientro di Lazio, Sicilia e Abruzzo. “Ci sono alcune Regioni che stanno dimostrando di procedere secondo i Piani di rientro: Lazio e Sicilia sono sicuramente tra queste, così come sta andando bene anche l'Abruzzo”. “Il nostro obiettivo per le Regioni in deficit – ha concluso Fazio – non è tanto l’individuazione del ‘costo secco’, quanto piuttosto spingere ad importare le buone pratiche, al fine di migliorare la qualità delle prestazioni e di conseguenza ridurre gli sprechi”.
 

10 Maggio 2011

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