Diabete. Trapianto di cellule staminali libera per lungo tempo da insulina

Diabete. Trapianto di cellule staminali libera per lungo tempo da insulina

Diabete. Trapianto di cellule staminali libera per lungo tempo da insulina
Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche può ridurre la necessità di iniezioni di insulina per i pazienti affetti da diabete di tipo 1, ma è una procedura costosa e rischiosa. Ricercatori messicani propongono una procedura in day-hospital che comporta meno rischi.

(Reuters Health) – In uno studio condotto in Messico, i pazienti con una diagnosi recente di diabete di tipo 1, sottoposti a trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche (AHSCT) in day-hospital, sono riusciti a ottenere una indipendenza a lungo termine da insulina. Il lavoro è stato condotto dal team guidato da Fernando Lavalle-Gonzalez, della Autonomous University of New Leon a Monterrey, e pubblicato il 9 febbraio dal Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.
 
Lo studio
Il trapianto autologo di cellule ematopoietiche ha dimostrato un certo potenziale come strategia terapeutica per il diabete di tipo 1 precoce. Ma i regimi intensivi, che utilizzano 200 mg/kg di ciclofosfamide più globulina antitimocita (ATG), utilizzati nei primi studi, presentano un serio problema di rischio.“Come ci aspettavamo, sono intervenute diverse complicazioni, incluso un decesso. Un equilibrio tra l’immunosoppressione ottimale e gli effetti collaterali da questo tipo di intervento è fondamentale”, fanno notare gli autori dello studio messicano. Lavalle-Gonzalez e i colleghi hanno testato per la prima volta un metodo semplificato che ha fornito risultati promettenti. “Il nostro regime include fludarabina e ciclofosfamide a basso dosaggio, uno schema meno tossico che ha già dimostrato di essere efficace in altre malattie autoimmuni come l’anemia aplastica. L’ATG non è stato considerato nel nostro regime semplificato perché questo farmaco ha un costo elevato, tossicità, e richiede una ospedalizzazione del paziente”, spiegano.
 
I risultati
Il trapianto è stato portato a termine completamente in day-hospital, riducendo il costo e limitando il rischio di infezioni nosocomiali. Sedici pazienti tra gli 8 ed i 25 anni, con una diagnosi di diabete di tipo 1 eseguita da meno di tre mesi, sono stati inclusi nello studio. I ricercatori hanno riportato che “l’81% dei pazienti ha aumentato la propria produzione e rilascio di insulina, ed hanno diminuito la dose di insulina da ricevere”. Sette pazienti (44%) hanno ottenuto l’indipendenza dall’insulina, e questo risultato è rimasto valido durante il successivo controllo per una durata di 34 mesi. Inoltre, sei pazienti (37%) hanno avuto una risposta parziale mentre tre pazienti (il restante 19%) non hanno risposto in alcun modo alla terapia. Nel gruppo indipendente dall’insulina, il livello di emoglobina glicata A1c ha dimostrato una diminuzione di circa il 2,3% nel corso di sei mesi. Il regime di fluradabina più ciclofosamide a basso dosaggio “ha portato ad uno status di immunosoppressione che ha permesso le modifiche al sistema immunitario, e sembra avere dato meno rischi e meno effetti collaterali del regime che include alte dosi di ciclofosfamide e ATG, ed è considerevolmente meno costoso”, concludono i ricercatori.
 
Fonte: Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism
 
Reuters Staff
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

18 Febbraio 2016

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