Ipoacusia, colpisce il 12% degli italiani. Ma 3 su 4 non portano protesi. ANIFA-Assobiomedica: “Attenzione a gare pubbliche per acquisto apparecchi acustici”

Ipoacusia, colpisce il 12% degli italiani. Ma 3 su 4 non portano protesi. ANIFA-Assobiomedica: “Attenzione a gare pubbliche per acquisto apparecchi acustici”

Ipoacusia, colpisce il 12% degli italiani. Ma 3 su 4 non portano protesi. ANIFA-Assobiomedica: “Attenzione a gare pubbliche per acquisto apparecchi acustici”
Secondo la bozza dei nuovi LEA, un ipoacusico per ottenere una protesi rimborsata dal SSN non potrà più scegliere lo specialista di sua fiducia, ma dovrà rivolgersi ad uno dei fornitori aggiudicatari dell’appalto. "Si tratta di modalità di individuazione ed erogazione delle protesi acustiche che non garantirebbero né l’appropriatezza né la qualità della prestazione" dichiarano da ANIFA-Assobiomedica. FOCUS IPOACUSIA

"Degli oltre 7 milioni di persone che soffrono di sordità in Italia – dichiarano dall'ANIFA in una nota – il 75% non porta una protesi acustica. Colpiti maggiormente gli uomini e gli over 65, gli ipoacusici ci mettono in genere tra i 5 e i 7 anni per accettare i propri problemi di udito e decidere di andare da uno specialista per mettere un apparecchio acustico. E con i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA), il rischio è che il cittadino sia ancor meno incentivato a intraprendere un percorso terapeutico: non avrà più la possibilità di scegliere, grazie alla consulenza e all’assistenza di un professionista specializzato, il dispositivo e la terapia più adatti alle sue specifiche e personali esigenze".

"L’acquisizione – prosegue la nota – del dispositivo tramite gare pubbliche, come ventilato nella bozza dei nuovi LEA, farà sì che un ipoacusico per ottenere una protesi rimborsata dal SSN non potrà più scegliere lo specialista di sua fiducia, ma dovrà rivolgersi ad uno dei fornitori aggiudicatari dell’appalto. Si tratta di modalità di individuazione ed erogazione delle protesi acustiche che non garantirebbero né l’appropriatezza né la qualità della prestazione, generando un’assistenza non soddisfacente, sprechi e mancato accesso alle innovazioni tecnologiche".

Questa la posizione di ANIFA, l’Associazione di Assobiomedica che rappresenta imprese, importatori e fabbricanti di audioprotesi che, in occasione della giornata mondiale dell’udito, vuole lanciare un allarme sulla riorganizzazione nella fornitura di protesi acustiche tramite gare pubbliche con i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA).

“Un sistema di procedure pubbliche d’acquisto – ha dichiarato Mirella Bistocchi, Presidente ANIFA – è poco flessibile, garantisce scarsa personalizzazione del dispositivo e presta il fianco a ricorsi da parte degli aventi diritto per ottenere il dispositivo più adatto al rimedio del proprio deficit uditivo, con ingenti sprechi di apparecchi acustici non appropriati alle esigenze di correzione uditiva dei singoli cittadini. Inoltre, la tecnologia nel comparto audioprotesico si rinnova continuamente, con l’introduzione di sistemi sempre più aggiornati per migliorare le condizioni di ascolto dei soggetti affetti da sordità. Un parco di dispositivi datato e poco o per nulla flessibile, perché acquisito tramite gare pluriennali, impedirebbe agli assistiti di accedere all’innovazione tecnologica che l’industria aggiorna costantemente. Questo cambiamento provocherebbe gravi danni al sistema, alle imprese e al trattamento dei soggetti che soffrono di sordità”.

Sono cinque le proposte che ANIFA ha presentato al Ministero della Salute in vista dell’aggiornamento dei LEA. Aggiornamento delle caratteristiche dei dispositivi erogati in linea con il progresso tecnologico, individuando due griglie di classificazione e salvaguardando la riconducibilità sulla base delle esigenze del soggetto; una tariffa nazionale, come stabilito dal Decreto attualmente in vigore, che garantisce omogeneità territoriale, minori costi di gestione, certezza della spesa, percorsi terapeutici e riabilitativi idonei e personalizzati dalla prestazione professionale dell’audioprotesista; snellimento della procedura di collaudo con verifiche a campione sul fornito, per evitare all’assistito inutili percorsi burocratici e alleggerire il sistema; valutazione ex-post dell’efficacia protesica, necessaria per valutare la validità del percorso assistenziale utilizzando la griglia di classificazione della sordità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; un percorso assistenziale peculiare e differenziato per i minori di 18 anni.


 


Lorenzo Proia

03 Marzo 2016

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