Vertenza salute/1. Partono i tavoli. Accesso, formazione e carriere. Riunione Governo, Regioni, Medici. “Clima operativo ma servono risorse”. Intervista a Riccardo Cassi

Vertenza salute/1. Partono i tavoli. Accesso, formazione e carriere. Riunione Governo, Regioni, Medici. “Clima operativo ma servono risorse”. Intervista a Riccardo Cassi

Vertenza salute/1. Partono i tavoli. Accesso, formazione e carriere. Riunione Governo, Regioni, Medici. “Clima operativo ma servono risorse”. Intervista a Riccardo Cassi
Il presidente Cimo commenta la riunione di oggi al Ministero su accesso, formazione e carriere. Prima tappa del dialogo ritrovato tra Istituzioni e Medici dopo l’intesa di Palazzo Chigi. “Ci sono state chieste le nostre osservazioni su due bozze di disegno di legge delega: uno di Ministero della Salute-Miur e uno delle Regioni”. Ai primi di aprile il prossimo round.

Riparte il dialogo tra Governo, Regioni e medici sull’art.22 del Patto per la Salute dedicato allo sviluppo dell’accesso, della formazione e delle carriere dei professionisti.
 
La riunione che si è svolta oggi (presente il Ministro Beatrice Lorenzin, il sottosegretario Vito De Filippo, il coordinatore della Commissiona Salute, Antonino Saitta e il presidente del Comitato di Settore Sanità delle Regioni, Massimo Garavaglia) era la prima dopo l’intesa di Palazzo Chigi della scorsa settimana dove è stata raggiunta una pax provvisoria tra i camici bianchi e l’Esecutivo. Ma soprattutto, dopo praticamente un anno di silenzio si è tornati a discutere della questione art. 22.
 
Una riunione, come ci ha raccontato il presidente Cimo, Riccardo Cassi contraddistinta da un clima “disteso, collaborativo e operativo”. Prossimo incontro ai primi di aprile mentre i sindacati entro marzo dovranno formulare delle osservazioni su due disegni di legge delega: uno Ministero della Salute-Miur e un altro delle Regioni. Anche se "è evidente il rischio che senza risorse non si va da nessuna parte".
 
Dottor Cassi, Articolo 22 del Patto per la Salute si riparte. Presidente com’è andata?
Era fermo tutto da un anno. Ma le posso dire che il clima è stato disteso e costruttivo da parte di tutti. E dopo l’intesa di Palazzo Chigi possiamo dire che questa è stata anche una riunione operativa.
 
Quindi si è entrati nel vivo della discussione…
Sì, e si è parlato di cose concrete. E le dico subito che ci sono state chieste le nostre osservazioni su due documenti: uno di Ministero della Salute-Miur e uno delle Regioni. Osservazioni che presenteremo entro il 30 marzo per poi rivederci ai primi di aprile quando sarà presente anche il Miur.
 
Le direttrici in cui si muove l’art 22 del Patto sono accesso, formazione e carriera. Nello specifico che temi avete toccato?
Primo tema è stato l’accesso dove è stato messo il punto fermo che si accede solo con la specializzazione (nonostante la proposta delle Regioni sul punto che però sembra essere stata abbandonata ndr.). Su specializzazione c’è poi l’intento di arrivare ad un maggiore coinvolgimento della rete ospedaliera accreditata con verifiche pratiche che saranno fatte sia dalle università che dagli ospedali accreditati fermo restando che il titolo verrà sempre rilasciato dagli atenei come di loro competenza. Il concetto è di dare pari dignità alla rete ospedaliera che viene accreditata dal Miur e dal Ministero della Salute.
 
Ma quindi avete già un accordo?
No, non ci siamo arrivati, ma i punti che le ho detto rappresentano una base di dialogo.
 
E invece sull’argomento carriera?
Dobbiamo fare le nostre proposte. Istituzioni sono favorevoli a valutare merito e competenze, soprattutto il ministro. Forse nella categoria ci sono alcuni dubbi o paure di perdere aspetti gestionali. Ma se io devo diventare un bravo neurochirurgo non posso perdere tempo a studiare come fare il manager. In ogni caso dal mio punto di vista è fondamentale valutare e valorizzare i professionisti, soprattutto quelli bravi, che poi altrimenti scappano all’estero..
 
Precari e fabbisogni?
Su fabbisogno medici e specialisti si sta lavorando. E sul precariato si è ribadito che bisogna trovare rapide soluzioni. Servono forze fresche negli ospedali
 
Alla riunione però mancava il Mef…
Infatti non c’era, ma è evidente il rischio che senza risorse non si va da nessuna parte. Se non  si sbloccano i fondi con cosa premio il merito?
 
L.F.

L.F.

14 Marzo 2016

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