Radiologi e Tsrm. Nonostante il caso Marlia è cambiato poco

Radiologi e Tsrm. Nonostante il caso Marlia è cambiato poco

Radiologi e Tsrm. Nonostante il caso Marlia è cambiato poco

Gentile direttore,
stiamo toccando il fondo dell'indecenza attraverso lo scarso senso di responsabilità di una parte delle Istituzioni. È bene che si sappia, allora, che dopo due sentenze pronunciate dal Tribunale di Lucca, le quali – si ricorderà – hanno assolto i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica dal reato di esercizio abusivo della professione medica (si rimandi, dunque, alle sentenze Marlia – Barga), ancora oggi  in caso di assenza del medico radiologo ma con la presenza dei Tsrm, c'è chi preferisce dare disposizioni affinché non si eseguano gli esami radiologici o si dirottino in ospedale (alla faccia dell'utilità del territorio), arrecando un comprensibile disagio ai pazienti prenotati, i quali hanno dovuto organizzare la propria giornata, magari prendendo un giorno di ferie o un permesso dal lavoro.
 
Tutto perché, almeno  questa è la versione ufficiale, nel frattempo  "Linee guida" avrebbero rimesso tutto in discussione: ovviamente, in primis, a tutela dei cittadini che hanno bisogno di fare una radiografia a un polso per controllo di frattura che, dopo attenta, oculata e peritale intervento del medico radiologo, ha la certezza di poterla fare, di doverla fare perché giustificata e quindi il pollice eretto può dare il via al Tsrm esecutore, formato all'Università, iscritto a un albo professionale che sta lì, appunto, ad aspettare bramoso un cenno da parte del radiologo, una sorta di "via libera" che lo assolve finanche dal fatto di esistere. Dunque le linee guida sono in grado, da sole, a sovvertire il pronunciamento di un Tribunale della Repubblica italiana: mah.
 
Non è tollerabile tutto ciò e non lo è non soltanto perché questo lede la dignità professionale dei Tsrm ma soprattutto perché, come è evidente ai cittadini ma non al Ministero della Salute, sta di fatto paralizzando le strutture territoriali di diagnostica, dato peraltro già fatto presente a più riprese dalla Federazione nazionale dei Collegi Tsrm.
 
Allora il mio appello è, in ordine, al Ministro della salute Beatrice Lorenzin (che può sempre decidere di assumere 80mila medici radiologi per "presidiare i presidi radiologici", compresi i facinorosi Tsrm), al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, all'assessore alla salute Stefania Saccardi e, non per ultima, alla Direttrice generale dell'Asl Nordovest della Toscana affinché attraverso il loro saggio intervento scongiurino che al cittadino debba essere riservato un trattamento ingiusto, frutto di capricci di una sola lobby.
 
L'appello che lancio da queste colonne, inoltre, è anche all'autorità giudiziaria affinché avvii accertamenti in tal senso, ravvisando in tale condotta eventuali profili di reato. Non per ultima, la Corte dei Conti, dal momento che una struttura pubblica rimane ferma, appunto, per la mancata presenza "fisica" del medico radiologo, una sorta di Faraone dell'area radiologica. Un accorato appello, infine, ai rappresentanti delle categorie che tutelano i cittadini e poi alle Organizzazioni sindacali che di questi temi, suppongo, dovrebbero farne pane quotidiano attraverso interventi che monitorano le situazioni di disagio-difficoltà per cittadini e lavoratori.
 
Ritengo di affermare ciò perché prima di ogni altro ruolo, io sono un cittadino, un uomo, un potenziale fruitore della sanità pubblica in ogni momento, per la quale verso, per contribuire a farla funzionare, tickets, faccio a meno come molti di quelle che sono le trattenute in busta paga che servono a far funzionare i servizi pubblici. Rimango offeso, come uomo, come cittadino per questo modo assurdo. Rimango offeso come padre che vuole fermamente insegnare ai propri figli il valore dello Stato, delle sue istituzioni, nel ricordo di chi, prima di noi, ha lottato per garantirle, anche e soprattutto in anni bui dove l'attacco alle stesse era purtroppo costante. Sono pronto, infine, a collaborare con ogni singola istituzione che ho citato con lo spirito che ogni cittadino dovrebbe incarnare, perché questo significa difendere i princìpi costituzionali, significa garantire il senso dell'onestà trasmettendolo alle generazioni future, per non perdere, insomma, quel senso della memoria che in Italia sono tutti molto bravi a rievocare una volta l'anno, per qualcosa, per qualcuno.
 
Maurizio Guccione
Cittadino, Tsrm, Giornalista e Scrittore

Maurizio Guccione

12 Aprile 2016

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