Piemonte. Infermieri contro i turni massacranti: “Se io lavoro, tu paghi. Se io lavoro, poi riposo”

Piemonte. Infermieri contro i turni massacranti: “Se io lavoro, tu paghi. Se io lavoro, poi riposo”

Piemonte. Infermieri contro i turni massacranti: “Se io lavoro, tu paghi. Se io lavoro, poi riposo”
Una “battaglia di civiltà”, la definisce il coordinamento piemontese del Nursind, che ha lanciato l'iniziativa ricordando che "la tutela della salute del cittadino va di pari passo con la tutela delle condizioni di lavoro di chi si occupa di assistenza”. In arrivo un sito web per segnalare situazioni a rischio e le violazioni contrattuali.

“Basta straordinari gratis. Se io lavoro, tu paghi. Se io lavoro, poi riposo”. E’ con questo slogan che inizia la campagna di mobilitazione regionale degli infermieri lanciata dal coordinamento piemontese del Nursind. “Fino ad oggi – spiega il sindacato in una nota -, solo il grande senso di responsabilità della categoria che si accolla da tempo i rischi di un assistenza insufficiente ai bisogni dei cittadini ricoverati e si vede continuamente negare diritti contrattuali, sta permettendo di fare fronte alla grave carenza di personale, peggiorata dal lungo tempo di mancate assunzioni e dal lungo periodo di blocco del turn over. E’ ancor più grave la completa mancanza di qualsiasi programmazione e strategia di fronte ad una categoria che sta diventando vecchia. Quasi 50 anni la media della categoria infermieristica. Il 25% di questi ha una limitazione funzionale provocata spesso dal proprio lavoro. Nessun passaggio di sapere e di esperienze tra generazioni”.

Per il Nursind Piemonte “straordinari, riposi saltati, ferie non godute, periodi di riposo non garantiti “non possono e non devono più bastare a colmare la sufficienza con la quale la nostra politica cerca di porre rimedio a questa problematica”. Questo anche considerato che “la tutela della salute del cittadino va di pari passo con la tutela delle condizioni di lavoro degli infermieri e di chi si occupa di assistenza. Manca sempre il tempo per riunirsi, per parlare, per condividere e analizzare. Manca sempre il tempo per pianificare, controllare e valutare. Manca sempre il tempo per confrontarsi e aggiornarsi. Manca sempre il tempo per pensare e ragionare”.

“Con queste difficoltà – prosegue il Nursind Piemonte nella nota che annuncia l’avvio della campagna – l’infermiere ogni giorno combatte la sua battaglia di civiltà nelle corsie degli ospedali piemontesi, pagandone le conseguenze in prima persona, difficoltà che inevitabilmente si ripercuotono sui bisogni di salute e di assistenza di chi le cure le riceve. Nelle condizioni attuali è impossibile poter metter in atto in maniera completa le nostre competenze, le nostre conoscenze e le nostre abilità assicurando così al paziente una assistenza sicura e adeguata”.

Il Nursind evidenzia come il Piemonte abbia “di certo delle eccellenze ma – spiega – la sanità di tutti i giorni è un'altra cosa. La Regione ha dichiarato più volte sugli organi di stampa centinaia di assunzioni che se confrontati alle cessazioni di questi anni rappresentano un inezia. La misura è colma, i rischi aumentano. Chi governa la sanità regionale e le aziende piemontesi dovrà assumersi le proprie responsabilità”.

Il Nursind annuncia quindi che metterà a disposizione degli infermieri piemontesi una piattaforma su www.nursindpiemonte.it per “segnalare situazioni a rischio per l’assistenza e violazioni contrattuali. Rappresenteremo in tutte le sedi le violazioni che raccoglieremo e le situazioni a rischio che ci saranno segnalate, nelle sedi istituzionali, nelle procure e nelle aule di tribunale se sarà il caso”.

Annunciate, quindi, “iniziative pubbliche di sensibilizzazione dei cittadini della problematica che riguarda anche e soprattutto loro”.

14 Aprile 2016

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