Basilicata. Registro regionale tumori accreditato presso l’Airtum

Basilicata. Registro regionale tumori accreditato presso l’Airtum

Basilicata. Registro regionale tumori accreditato presso l’Airtum
Per il Crob di Rionero, che gestisce il registro, l’accreditamento “rende finalmente giustizia alla qualità e trasparenza delle informazioni fin ora fornite dal Registro regionale sul numero dei tumori in Basilicata”, dove "i tassi di incidenza sono inferiori a quelli italiani e si situano a livello di quelli delle regioni centro meridionali".

l Registro Tumori della Regione Basilicata è stato formalmente accreditato dall’Airtum (Associazione italiana registri tumori) nel corso del XX convegno nazionale che l’associazione sta svolgendo in queste ore a Reggio Emilia. “Con l’accreditamento, l’Airtum ha definitivamente certificato, al termine di un complesso e rigoroso iter culminato in una site visit avvenuta presso il Crob nello scorso mese di dicembre, che i dati forniti dal Registro Tumori Basilicata sono coerenti con la metodologia che viene impiegata a livello nazionale per alimentare la banca dati del Registro Nazionale”, osserva una nota dell'Irccs Crob di Rionero, dove ha sede il registro lucano dei tumori. “L’accreditamento ottenuto, – sottolinea ancora l'Irccs Crob – finalmente rende giustizia alla qualità e trasparenza delle informazioni fin ora fornite dal Registro regionale sul numero dei tumori in Basilicata.

Il Registro Tumori di Basilicata, evidenzia il Crob, “a differenza di molti altri Registri Tumori italiani è un registro di popolazione generale, ovvero, raccoglie i dati relativi a tutti i tumori maligni dei residenti in Basilicata.  Il primo anno di pubblicazione dei dati è il 2015, e la pubblicazione dei dati 2012 fa del Registro Tumori di Basilicata uno dei più aggiornati a livello nazionale”.

Sul sito web dell’Irccs Crob è a disposizione un report che, con tabelle dettagliate, riporta le frequenze ed i tassi di incidenza standardizzati per età, per ciascuna delle 50 sedi tumorali Airtum. Tali tabelle sono suddivise per sesso, area di residenza, le 9 aree Pois, Aziende Sanitarie Territoriali (ovvero provincia) e i 131 comuni. “Dall’analisi dei dati raccolti si può notare un andamento in aumento del tasso di incidenza nel sesso maschile fino al 2009 con un calo progressivo negli anni successivi (2010 – 2012). Per quanto riguarda il sesso femminile vi è un sostanziale lieve aumento negli anni dal 2005 al 2012. In conclusione – evidenzia il Crob – si può affermare che: i tassi di incidenza riportati sono inferiori a quelli italiani e si situano a livello di quelli delle regioni centro meridionali ricopiandone l’andamento in discesa per i maschi ed in salita per le donne e che non esistono sostanziali differenze fra i tassi di incidenza nelle diverse aree pois analizzate”.

“Resta inteso – sottolinea l’Istituto – che nessun Registro fa diagnosi di tumore, ma raccoglie tutte le informazioni relative ai casi di tumore che classifica come tali in base a regole nazionali ed internazionali. Le malattie che chiamiamo cancro sono almeno un centinaio (diverse sedi tumorali e per ciascuna sede diverse morfologia istologiche) con molteplici fattori eziologici. Inoltre, lo sviluppo di un tumore può durare anche molti decenni, nel corso dei quali le cellule acquisiscono via via proprietà tipiche del cancro”.

Il Crob, “sulla scia di iniziative già adottate in tal senso, fin dalla prossima settimana” annuncia che “si renderà disponibile per incontri con le scuole, i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta, le associazioni di difesa dei diritti dell’ammalato e dei consumatori, le organizzazioni sindacali e di quanti vogliano contribuire a riportare obiettività e chiarezza alla lettura dei dati sui tumori in Basilicata”, dove oggi si indaga anche sugli effetti delle attività petrolifere sulla salute.

15 Aprile 2016

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