Epatite C. Generico subito in Italia? Pani (Aifa): “No, ci sono i trattati sui brevetti. Come accettare che ci siano le Ferrari cinesi”

Epatite C. Generico subito in Italia? Pani (Aifa): “No, ci sono i trattati sui brevetti. Come accettare che ci siano le Ferrari cinesi”

Epatite C. Generico subito in Italia? Pani (Aifa): “No, ci sono i trattati sui brevetti. Come accettare che ci siano le Ferrari cinesi”
Il Dg Aifa torna anche sulla questione se sia fattibile o meno arrivare ad un prezzo europeo per i farmaci.  “Affinché questo avvenga sono necessarie delle norme europee che in questo momento non ci sono. Ma più che un prezzo medio europeo, con lo scenario che abbiamo davanti, sarebbero meglio dei prezzi medi mondiali”.

Subito il generico per l’epatite C in Italia? “No, per il semplice motivo che noi facciamo parte del Patent cooperation treaty (Trattato di cooperazione in materia di brevetti) che prevede che noi rispettiamo i brevetti perché gli altri rispettano i nostri. L’Italia è disposta ad avere le Ferrari cinesi che costano 400 volte di meno della Ferrari di Maranello? Se è disposta allora noi possiamo violare i trattati”. Così il Dg Aifa Luca Pani ha sgombrato il campo dagli equivoci oggi in una conferenza stampa durante un workshop organizzato da Eupati, rispondento alla domanda di un giornalista dopo la presentazione all'ultima assise Easl di Barcellona di un reporti australiano sulle possibilità di cura nel caso di un massiccio ingresso di generici contro l'epatite C..
 
“Il dato importante di Barcellona – ha invece specificato il Dg Aifa –  è esattamente il motivo per cui, ricorderete, l’agenzia ha detto che andavano trattati prima i pazienti che avevano maggiore bisogno, perché arriveranno molecole, e non solo il generico del sofosbuvir, che ‘negativizzano’ il paziente a 2 settimane con un costo immensamente inferiore. E questo riguarda i pazienti che sono all’inizio della malattia dove si segue una strategia completamente diversa”.
 
“Strategie – ha precisato – che prevedono il blocco delle infezioni e il congelamento dei virus sono dietro l’angolo per quanto riguarda l’hiv. C’è una seria possibilità che nei prossimi 3-5 anni di fatto pazienti positivi all’hiv verranno ‘negativizzati’. Il virus rimarrà all’interno dei santuari ma non sarà più contagioso e ciò con una terapia gestibile. È cambiato completamente lo scenario preludendo la vittoria della battaglia delle battaglie: l’eradicazione del virus. Questo tema è importante perché l’infezione da hiv sale 4% l’anno in Italia”.
 
“Si preparano scenari su tre grandi ambiti  – ha detto Pani – (malattie oncologiche, infettive e neurogenerative) che metteranno a dura prova i sistemi sanitari anche nell’ambito del prezzo”.
 
Il Dg Aifa è poi tornato a parlare anche della questione se sia fattibile o meno arrivare ad un prezzo europeo per i farmaci.  “Affinché questo avvenga sono necessarie delle norme europee che in questo momento non c’è. C’è bisogno quindi di un grande volontà, che è stata discussa dai ministri della salute nell’ultima riunione informale”. “Ma dico di più,  un prezzo medio europeo non sarà sufficiente – ha concluso – , probabilmente serviranno dei prezzi medii mondiali”.

20 Aprile 2016

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