La proposta Fials: “Sconto contributivo a riscatto per donne che vogliono cresce figli o assistere parenti”
“Ha trovato un’ampissima condivisione un progetto che Fials di Roma intende presentare anche all’attenzione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, sulla possibilità, per la donna che lavora, di avanzare la richiesta di usufruire di un periodo – massimo di 9 anni – di sconto contributivo a riscatto. Ovverosia – prosegue la nota – la lavoratrice che vuole assistere alla crescita del proprio figlio anche dopo la scadenza dell’aspettativa post partum non retribuita può scegliere di avvalersi di una turnazione di lavoro part time anziché full time. Inoltre può avanzare, se vuole, la richiesta di assistere nella malattia o vecchiaia i parenti”.
“A provvedere invece alla completezza dei versamenti contributivi, per quel preciso periodo, sarà lo Stato stesso altrettanto però la lavoratrice si impegnerà a recuperare le mensilità o le annualità ‘scontate’ negli anni successivi il rientro al lavoro, anche oltre l’età pensionabile. Naturalmente la donna che non recupera per qualsiasi motivo lo sconto contributivo ovvero ‘non lo riscatta’ – precisa la nota Fials – andrà in pensione con un assegno pensionistico inferiore e un inferiore Tfr. Sarebbe conveniente allargare la proposta anche a donne che manifestano la necessità di accudire un congiunto, un familiare o un convivente in quanto sostenendo una tale soluzione si otterrebbe agevolmente un risparmio consistente nelle casse pubbliche tra permessi, agevolazioni e quote per pagare strutture pubbliche o convenzionate che ospiterebbero chi ha bisogno. Diversamente sarà la donna a occuparsi di questi parenti bisognosi di cure”.
“Rimane da aggiungere che la proposta della Federazione romana di Fials vale tanto per il settore pubblico quanto per il settore privato. Per quest’ultimo lo sconto contributivo a riscatto sarà consentito purché lo Stato si accolli il versamento dei contributi per quel preciso periodo – conclude la nota -. Altrettanto il settore privato deve assicurare lo Stato e la lavoratrice che al suo ritorno nel ruolo full time il posto di lavoro sia mantenuto e garantito”.
22 Aprile 2016
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