Leucemia mieloide cronica: dasatinib efficace anche nel lungo termine

Leucemia mieloide cronica: dasatinib efficace anche nel lungo termine

Leucemia mieloide cronica: dasatinib efficace anche nel lungo termine
A cinque anni dalla diagnosi, la sopravvivenza globale per i pazienti trattati con il farmaco è pari al 78 per cento mentre il 57 per cento dei pazienti è libero da malattia. 

Sono stati presentato al XVI Congresso della Società Europea di Ematologia (European Hematology Association – EHA) in corso a Londra i risultati dello studio CA 180-034 che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di dasatinib, un inibitore multichinasico sviluppato da Bristol-Myers Squibb, in 670 pazienti resistenti o intolleranti a imatinib.


A cinque anni dalla diagnosi, la sopravvivenza globale per i pazienti trattati con il farmaco è pari al 78 per cento mentre il 57 per cento dei pazienti è libero da malattia.
La resistenza a imatinib è tutt’altro che rara: secondo diversi studi si riscontra nel 25 dei pazienti in fase cronica, nel 41 dei malati in fase accelerata e nel 92 di quelli in crisi blastica.
“In questo studio, i dati a cinque anni dimostrano l’efficacia a lungo termine e il consistente profilo di sicurezza di dasatinib per le persone colpite da leucemia mieloide cronica Philadelphia + in fase cronica precedentemente trattate con imatinib”, ha spiegato Neil Shah dell’Università della California, San Francisco, principal investigator dello studio. “I risultati del lavoro sono importanti perché forniscono un follow-up a lungo termine di questi malati che hanno sviluppato resistenza o intolleranza a imatinib”.
Dasatinib ha avuto un percorso clinico di sviluppo rapidissimo. È disponibile in Italia dal 2007 per il trattamento dei pazienti con leucemia mieloide cronica Ph + resistenti o intolleranti a imatinib. Nel dicembre 2010 l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole per dasatinib nel trattamento in prima linea dei pazienti adulti con leucemia mieloide cronica Philadelphia in fase cronica di nuova diagnosi. L’indicazione è attualmente al vaglio dell’Agenzia Italiana del Farmaco per la definizione delle condizioni di rimborsabilità.  

13 Giugno 2011

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